
lunedì 31 dicembre 2007
BUON 2008

domenica 30 dicembre 2007
TRA IL DIRE E IL FARE
La cosa fondamentale è dar l'impressione di essere sul punto di fare qualcosa. E allora comincia a essere vero, almeno un pochino. Non so, forse basta parlarne. Forse non si vuole operare un cambiamento. Forse dirlo E' il cambiamento- Giocatori, Don DeLillo -
venerdì 28 dicembre 2007
OGGI MI SENTO...

Come un riccio di castagna nel bel mezzo di un prato ricoperto di brina.
lunedì 24 dicembre 2007
BUON NATALE
domenica 23 dicembre 2007
SPECCHIO... SPECCHIO DELLE MIE BRAME...
La strega cattiva è stata stupida a fare il gioco di Biancaneve. C'è un'età in cui una donna deve passare a un altro tipo di potere. Il denaro, per esempio. O una pistola- Invisible monsters, Chuck Palahniuk -
sabato 22 dicembre 2007
INTERVALLO TECNICO
giovedì 20 dicembre 2007
UN DOLCE ANTICIPO DI NATALE
domenica 16 dicembre 2007
GUERRA & PACE
La guerra è una brutta cosa, ma la pace può essere un orrore perenne- Il gioco dei pianeti, Ray Bradbury -
venerdì 14 dicembre 2007
OGGI MI SENTO...
Ma non temete. L'altro giorno ho comprato una busta di polvere magica per fare la glassa ROSA sulle torte! Si preannuncia un Natale "rosato"...domenica 9 dicembre 2007
DUE TIPI DI PERSONE
Now I'm gonna ask you a bunch of quick questions I've come up with that more or less tell me what kind of person I'm having dinner with. My theory is that when it comes to important subjects, there's only two ways a person can answer. For instance, there's two kinds of people in this world, Elvis people and Beatles people. Now Beatles people can like Elvis. And Elvis people can like the Beatles. But nobody likes them both equally. Somewhere you have to make a choice. And that choice tells me who you are- Pulp fiction, Quentin Tarantino -
sabato 8 dicembre 2007
THIS SPRING... GET CARRIED AWAY
"THEY SAY NOTHING LASTS FOREVER... DREAMS CHANGE, TRENDS COME AND GO... BUT FRIENDSHIPS NEVER GO OUT OF STYLE"
...non credo ci sia molto altro da aggiungere...
...c'è solo da aspettare.
martedì 4 dicembre 2007
...E ADESSO VIENE IL BELLO

domenica 2 dicembre 2007
IL PRECIPIZIO
Lo so. So che non incontrerò mai più niente nè nessuno che m'ispiri della passione. Lo sai, mettersi ad amare qualcuno, è un'impresa. Bisogna avere un'energia, una generosità, un accecamento... c'è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare un precipizio: se si riflette non lo si fa. Io so che non salterò mai più.- La nausea, Jean-Paul Sartre -
sabato 1 dicembre 2007
HAPPY 72nd
Capitolo primo. "Adorava New York. La idolatrava smisuratamente...". No, è meglio: "la mitizzava smisuratamente", ecco. "Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero, e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin...". No, fammi cominciare da capo. Capitolo primo. "Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto. Trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi navigazione...". Eh, no... stantio, roba stantia, di gusto... Insomma, dai, impegnati un po' di più! Da capo. Capitolo primo. "Adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea: la stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in una...". Non sarà troppo predicatorio? Insomma, guardiamoci in faccia: io questo libro lo devo vendere. Capitolo primo. "Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com'era difficile esistere, in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia...". Troppo arrabbiato. Non devo essere arrabbiato. Capitolo primo. "Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre...". No, aspetta, ci sono: "New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata..."

Perchè vale la pena di vivere? E' un'ottima domanda. Bè, ci sono certe cose per cui vale la pena di vivere. Per esempio, per me... uff, io direi... il vecchio Groucho Marx, per dirne una... e Joe Di Maggio... il secondo movimento della Sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione di Potatohead blues... sì, i film svedesi, naturalmente... L'educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra... quelle incredibili mele e pere di Cézanne... i granchi di Sam Wu... il viso di Tracy...
giovedì 29 novembre 2007
OGGI MI SENTO...

domenica 25 novembre 2007
2001
Lavorare con Kubrick avrebbe significato una crescita per Clarke. Lo elevò dalla schiera dei mediocri scrittori di fantascienza a essere, come disse un coordinatore dandogli il benvenuto a un convegno del MIT nel 1976, "l'unica persona che conosca che possa essere presentata da un numero a quattro cifre - 2001"- Stanley Kubrick-La biografia, John Baxter -
giovedì 22 novembre 2007
C'ERA UNA VOLTA...
C'era una volta una ragazza che amava i libri, forse più di me. Ne comprava a quintali e li leggeva tutti. Non solo romanzi. Ma libri di storia, filosofia, sociologia e scienze. A seconda dell'umore, diceva. Appena era uscito il mio libro, lei era corsa a ordinarlo nella sua libreria di fiducia. Poi mi aveva chiamata: "Non puoi capire che soddisfazione, quando ho detto il tuo nome al tipo del negozio!" mi aveva urlato. Era quasi più entusiasta di me. Uno dei miei racconti parlava di noi due… un episodio di tanti anni prima… abbastanza lontano da ironizzarci sopra. All'epoca un ragazzo mi stava spezzando il cuore e lei aveva cercato di proteggermi con tutte le sue forze. Non ci era riuscita, ovviamente.
C'era una volta una ragazza che amava il cinema. In modo diverso da come lo amo io. A me piacciono gli extra nei dvd, dove ti svelano i retroscena e le curiosità. Lei li trovava inutili. Lei amava i classici. E si faceva consigliare sulle nuove uscite. Teneva un milione di film, chiusi in un armadio del salotto. Quando andavo da lei, apriva le ante dell'armadio e mi leggeva i titoli uno ad uno. Io dicevo: no, no, no, no… Andava avanti finché non dicevo sì. Allora faceva partire il film… e andava a finire che parlavamo per tutto il tempo! Ma più di tutto, ci piaceva guardare i filmacci di serie C, commentando ogni scena ad alta voce. "NO! Non scendere le scale!" urlavamo verso lo schermo! Ma gli attori non ci ascoltavano mai! E finiva sempre male (per loro)! Ogni inverno guardavamo "Bufera in paradiso" e ridevamo come pazze.
C'era una volta una ragazza che amava i cosmetici, il gelato, i gatti, i profumi, gli orologi, i fiori, il caffé, il bianco, gli orecchini, l'inverno, l'opera, i dibattiti politici, i pittori impressionisti e gli uomini sbagliati. Le piaceva la coca cola con la pizza. Non beveva alcolici. Fumava. Aveva una risata splendidamente contagiosa. Non concedeva la sua fiducia con facilità, ma se decideva di amarti… lo faceva per la vita. Profumava sempre di buono e per salutarti ti stringeva forte. Indossava sempre calzini colorati. Mi mandava messaggi assurdi ad orari improbabili. Mi faceva ridere. Era l'unica persona davanti alla quale riuscivo a piangere.
C'era una volta una ragazza. Ma questa non è una favola. Non c'è lieto fine.
Oggi quella ragazza avrebbe compiuto trentanove anni. E lo avrebbe odiato. Ma alla fine, ci saremmo fatte una bella risata. Chissenefrega, avremmo detto! E ci saremmo messe a parlare d'altro.
Ma questa non è una favola.
domenica 18 novembre 2007
I AM NOT A PLASTIC BAG

RIEMPIRE LE PAUSE
Ricordati: non lasciarti manipolare dall'uso altrui del silenzio. Resisti alla tentazione di riempire le pause- Ecstasy, Irvine Welsh -
sabato 17 novembre 2007
TI ADORIO!
Credevo di averle viste tutte... ma mi sbagliavo.
Al peggio non c'è limite.giovedì 15 novembre 2007
VENTI E FUOCO ALLA TRIENNALE
Di questi tempi, alla Triennale di Milano, si possono ammirare VENTI DI STRISCIA...



...e DAVID LYNCH-THE AIR IS ON FIRE...

...e molto altro, di cui vi riferirò alla prossima occasione.
sabato 10 novembre 2007
ALL'AVVENTURA
C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perchè è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l'avventura. La gioia di vivere deriva dall'incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell'avere un orizzonte in continuo cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso. Se vuoi avere di più dalla vita, devi liberarti della tua inclinazione alla sicurezza monotona e adottare uno stile più movimentato che al principio ti sembrerà folle, ma non appena ti ci sarai abituato, ne assaporerai il pieno significato e l'incredibile bellezza- Nelle terre estreme, Jon Krakauer -
giovedì 8 novembre 2007
IL SIGNOR CURATO DI MÉGÈRE
¨ "Un delitto" di Georges Bernanos (Oscar Mondadori, 1984)
Io l'ho letto perché… quando andavo al liceo, la mia insegnante (per la quale avevo un'ammirazione smisurata) ce l'aveva consigliato. Io l'avevo cercato, ma all'epoca era fuori catalogo. Diversi anni più tardi (1993), l'avevo scovato per caso tra le bancarelle di un mercato. L'avevo comprato e letto, senza però trovarlo niente di speciale. Tempo fa mi è ricapitato tra le mani e mi è venuta voglia di rileggerlo. Adesso ho capito per quale motivo ci era stato consigliato. Adesso ne ho apprezzato la sottile malinconia, le atmosfere promiscue e l'inquietudine di fondo.
Voi leggetelo perché… è un libro giallo atipico. Dove niente e nessuno è ciò che sembra. Dove il poliziesco si fonde con la suggestione. Non è uno di quei leziosi romanzi francesi che non riesco mai a finire, che si smarriscono nelle parole altisonanti ed inutili. Questo libro, scritto nel 1935 da Georges Bernanos, è un esercizio investigativo. Non si rivela che l'essenziale… e alle volte neppure quello. Bisogna metterci del proprio per arrivare a capo della soluzione… e all'ultima pagina non si è neppure certi di averla trovata.
Oppure NON leggetelo, ma solo E SOLTANTO nel caso in cui… non amiate le storie di delitti insospettabili, avvenuti nottetempo in minuscoli paesi di montagna dimenticati da Dio. Storie nelle quali tutti sembrano innocenti solo perché nessuno riesce ad immaginarli colpevoli. Se non gradite le vicende di stampo twinpeaksiano, con il medico, l'ispettore, il curato, il matto del villaggio, la perpetua, la ricca vedova, il chierichetto, la servetta e la governante… ecco, allora sì: lasciate perdere.
Poche righe di trama… la storia è ambientata a Mégère, un piccolo paese di montagna. Durante una gelida notte ventosa, si presenta alla porta della canonica il nuovo curato, a sostituire il precedente defunto. Quella stessa notte vengono scoperti ben due cadaveri: un vagabondo senza nome abbandonato a morire nel bosco e un'anziana vedova uccisa nella sua camera al castello del villaggio. I delitti sono collegati? Si iniziano le indagini, ma la verità stenta a venire a galla. Pare che tutti abbiano qualcosa da nascondere, compreso il nuovo curato… un prete troppo giovane, troppo affascinante e troppo misterioso. "[La perpetua] non avrebbe dimenticato mai più quel sorriso che così rapidamente aveva conquistato il suo cuore e guadagnato la sua fedeltà per sempre. Ebbe forse fin da quel momento il presentimento che egli sarebbe stato la consolazione della sua ultima ora, la visione suprema che avrebbe portato con sé da questo mondo dove la sua semplicità non si era mai stupita di nulla?". A condurre le investigazioni giunge il magistrato Frescheville, un uomo stanco e disilluso, che al momento buono si lascia sfuggire la soluzione tra le dita, anche lui vittima della malia per il nuovo curato: "Era impossibile evocare la persona stessa del prete senza che un'altra ombra intervenisse immediatamente e quasi vi si sovrapponesse esattamente, pur rimanendo distinta e purtroppo vaga. Dal primo momento il piccolo giudice aveva sofferto di quel bizzarro disagio, ma solo ora riusciva a spiegarsene la causa. Nonostante la sua simpatia verso quello strano prete, una parte del suo essere gli sfuggiva sempre, al punto che le loro stesse conversazioni gli lasciavano solo un'impressione confusa, come se fra le domande e le risposte venisse a frapporsi un testimonio invisibile che conducesse per sé solo un monologo misterioso".
In conclusione… Bernanos mette insieme per "Un delitto" un'indimenticabile compagnia di personaggi, mescola il sacro e il profano, fonde la realtà con le supposizioni. L'autore fornisce tutte le carte, senza però rivelare il suo gioco fino in fondo. Ogni volta che ci pare di aver afferrato il bandolo, ecco che arriva un inaspettato colpo di scena… e le carte si rimescolano, costringendoci a ricominciare tutto daccapo. Fino al doloroso e straziante epilogo, che dipinge un alone di amarezza attorno all'intera vicenda: "Pochi uomini sanno sognare. Sognare, è mentire a sé stessi, e per mentire a sé stessi bisogna prima imparare a mentire a tutti gli altri".
Può bastare?
domenica 4 novembre 2007
LA GUARDIA DEL CUORE
Perchè mai la morte di una persona amata non dovrebbe portarti a una oscena rovina? Non sai amare le persone che ami fino a quando non scompaiono all'improvviso. Allora ti rendi conto di esserti tenuta un po' discosta dalla loro sofferenza, di esserti spesso risparmiata, di avere solo di rado abbassato la guardia del cuore, di aver tessuto le tue trame di dare-e-ricevere- Body art, Don Delillo -
lunedì 29 ottobre 2007
domenica 28 ottobre 2007
SHOPPING MANIA
La gente può fare a meno di tante cose; il problema è
che non riesce a non andare a comprarle
sabato 27 ottobre 2007
POLLICE VERDE bis
ho voluto riprovare con questa:
lunedì 22 ottobre 2007
LE TRE DEL MATTINO
Sono le tre del mattino e sono in cucina. Mi sono svegliata di soprassalto qualche minuto fa. Avevo il fiatone, il buio in testa. Ho acceso la luce, ma non c'erano mostri acquattati ai piedi del letto. Non c'era niente, neppure il pallido ricordo del sogno che stavo vivendo. C'era solo il silenzio della notte e il germe di un desiderio.
Ecco perché alle tre del mattino sono in cucina. Perché sto frugando nei meandri dei mobili. Perché sono affamata. Ho pensato a qualcosa di dolce, per cominciare. Magari dei biscotti ripieni di crema alla vaniglia. Ma non ne ho trovati. Dunque, sono alla ricerca di qualcos'altro. Qualunque cosa vagamente commestibile. Dei cracker, per esempio. O magari dei salatini. Sono quasi sicura di aver comprato delle arachidi tempo fa. Chissà dove saranno.
Sono le tre del mattino e sono indaffarata come non mai. Svuoto forsennatamente tutti gli scaffali. Nella speranza di aver nascosto qualche succulento tesoro per situazioni come questa. Situazioni di emergenza alimentare. Ma finora non ho avuto fortuna. È tutto sul pavimento: fusilli, penne rigate, tortiglioni, spaghetti, riso basmati, orzo, fagioli secchi, sale, zucchero, farina…
Sono le tre del mattino e la cucina è un disastro. Potrei farmi una pastasciutta. Oppure una torta. Gli ingredienti ci sono tutti. Sono tutti sul pavimento. Dovrei solo controllare di avere delle uova in frigo. Ma credo di sì. Apro l'anta delle stoviglie, come ultimo tentativo. Forse trovo uno snack dimenticato tra piatti e bicchieri. Forse c'è un vecchio barattolo di Nutella dal quale raschiare un paio di cucchiaiate di roba buona. Infilo la testa nell'armadio per guadare con cura negli angoli. Niente.
Sono le tre del mattino e in cucina non c'è un accidenti da mangiare. Nessun cibo che non richieda di essere prima cucinato. Quanto vorrei essere una di quelle persone che si alzano in piena notte e si preparano un cocktail. Che ci vuole? Bastano una lemonsoda e una bottiglia di gin… e sei bella che servita. Ma se la tua necessità è il cibo, allora la faccenda è più complicata. Non bastano una scatola di fusilli e un vasetto di salsa. Serve anche del tempo. Ecco perché si dovrebbe sempre essere previdenti. Avere sempre qualcosa di già pronto. Qualcosa che sia sufficiente scartare… aprire… spalmare.
Sono le tre del mattino e la cucina è un monumento alla mia infruttuosa ricerca. Tutta colpa dei buoni propositi. Niente schifezze in giro, avevo detto. Ed eccomi qui: affamata e stanca. Rigorosamente senza schifezze in vista. Che genio! Ma come mi è venuta questa stupidaggine?! E adesso che faccio? La prospettiva di mettere sul fuoco una pentola d'acqua e poi aspettare che bolla, non mi entusiasma. Mi chiedo se sia opportuno cercare una bistecca o un sofficino in freezer. Accidenti a me e alla mia svolta salutista!
Sono le tre del mattino e mi sto dibattendo tra carboidrati o proteine. A questo punto è la mia unica scelta. Pasta o carne. Pentola o padella. Fusilli o freezer. Guardo il pavimento disseminato di cibarie crude. Mi alzo con cautela e scavalco le insidie commestibili fino al frigorifero. Solo per dare un'inutile occhiata al contenuto. Afferro la maniglia e chiudo gli occhi. Quanto sarebbe bello trovare un barattolo di marmellata o di maionese. Un vasetto di sottaceti o di funghi trifolati. Un barattolino di yogurt o di formaggio spalmabile. Sarebbe bello, ma il frigo è vuoto. Lo so ancora prima di aprire lo sportello. Lo so perché ho fatto un buon proposito. Lo so e basta.
Sono le tre del mattino e nel mio frigo si sente l'eco. Ci sono tre uova, burro vegetale, un sacchetto di insalata già pulita e lavata, una bottiglia mezza vuota di vino bianco, del brodo di pollo, salsa di pomodoro, un paio di limoni e tre, anzi quattro, pomodori maturi. L'idea di farmi un'insalata mista non mi sfiora minimamente. Ho bisogno di sostanza, mi serve il brivido che solo il cibo vero può dare. Sospiro di fronte al desolante spettacolo offertomi dal mio elettrodomestico vermiglio. Scuoto la testa e sento i crampi allo stomaco. Mi assale il desiderio di piangere o di spaccare tutto. Potrei dare una bella pulita… magari buttando via qualcosa. Ad esempio l'insalata, che a vederla lì mi mette una tristezza… tutta quell'insipida erbaccia verde nel mio frigo…
Sono le tre del mattino passate e dietro l'insalata spunta un vasetto di peperoncini piccanti. È lì da non so più quanto tempo. L'aspetto sembra buono. Lo apro. Niente muffe o odori sgradevoli. Se non sbaglio il ripieno è un misto di tonno, acciughe e capperi. Stringo il vasetto tra le dita e mi accovaccio per terra. Non mi sembra il caso di cercare una forchetta. Ho troppa fame. Conto approssimativamente una decina di peperoncini rossi. Basteranno per stavolta. Domani faccio un po' di spesa. Al diavolo i propositi! E prima di andare a letto, butto via l'insalata.
domenica 21 ottobre 2007
STRUTTURA CHIMICA
Il bene è molto meno convincente del male: è perchè la loro struttura chimica è diversa. Come l'oro, il bene non si trova mai allo stato puro in natura: è normale, quindi, che non faccia effetto. Ha l'odiosa abitudine di non fare nulla; preferisce dare mostra di sè. Il male, invece, è simile a un gas: non è facile da vedere, ma è individuabile dall'odore- Le Catilinarie, Amélie Nothomb -
lunedì 15 ottobre 2007
INDOVINA L'OGGETTO

domenica 14 ottobre 2007
LUOGHI COMUNI
Non bisogna credere a quelli che ti dicono che, per apprezzare le cose della vita, bisogna farsi il culo. Non è vero. Ti vogliono fottere- Ti prendo e ti porto via, Niccolò Ammaniti -
lunedì 8 ottobre 2007
HAPPY BIRTHDAY TO ME
domenica 7 ottobre 2007
L'ASPETTO ESTERIORE
C'è chi sostiene che la bellezza sia solo una faccenda di superficie; Jillian Crowe, sul fronte opposto, dice che l'aspetto equivale al destino - il che, probabilmente, è più vicino al vero. "Tesoro", mi disse una volta, "l'importante non è se vinci o se perdi, quanto l'aspetto che hai mentre giochi". Frase che solo un vincente nato - o una strafica nata - poteva dire- Professione: modella, Jay McInerney -
sabato 6 ottobre 2007
UNA GOCCIA
L'oceano non è altro che la somma di tante minuscole gocce d'acqua.
Niente di più facile, niente di più elementare.
Leggete qui... e poi aggiungete la vostra goccia...
Niente di più facile, niente di più elementare.
...forse la vostra goccia potrebbe fare la differenza.
domenica 30 settembre 2007
APPARATO DIGERENTE
Raccontare una storia è il nostro modo per digerire ciò che ci accade. Per digerire le nostre vite, la nostra esperienza. [...] Ma le storie che riesci a digerire, che puoi raccontare... quei momenti del passato li puoi controllare. Foggiare, lavorare. Dominarli. E usarli per il tuo stesso bene. Quelle storie hanno la stessa importanza del cibo. Le puoi usare per far ridere la gente, per farla piangere o darle la nausea. Oppure per spaventarla. Per farla sentire come ti sei sentito tu. Per contribuire a smaltire quel momento del passato, tanto per te quanto per loro. Finché quel momento non sarà morto. Consumato. Digerito. Assorbito. E' così che riusciamo a digerire tutta la merda che ci capita- Cavie, Chuck Palahniuk -
sabato 29 settembre 2007
domenica 23 settembre 2007
L'AMORE
L'amore, lui non sapeva cosa fosse. Nè a che cosa servisse. Ma sapeva che se lo portava dietro ovunque, come una piaga infetta e contagiosa per cui non esisteva cura. La rabbia non la guariva. Dargli corda serviva solo a infiammarla, a farla crescere come un cancro. E gli aveva rovinato la vita- La fiera dei serpenti, Harry Crews -
venerdì 21 settembre 2007
FRASI MEMORABILI
- Sei tu quella da salvare per salvare il mondo?
- Non lo so. Sono solo una cheerleader...
giovedì 20 settembre 2007
IL MESTIERE DI SCRIVERE
¨ "Nel territorio del diavolo. Sul mistero di scrivere" di Flannery O'Connor (minimum fax, 2003)
Io l'ho letto perché… amo in modo appassionato la scrittura di Flannery O'Connor, il suo gusto estremo per il sarcasmo affilato e il grottesco del quotidiano. Volevo verificare se queste caratteristiche della sua scrittura fossero presenti anche negli scritti "divulgativi" di cui si compone questo volume. Inoltre speravo vivamente di poter assorbire qualche buon consiglio…
Voi leggetelo perché… l'universo letterario pullula di scrittori che tentano di insegnarvi come confezionare il romanzo del secolo, ma pochi arrivano a dirvi che "la narrativa riguarda tutto ciò che è umano e noi siamo fatti di polvere, dunque se disdegnate d'impolverarvi non dovreste tentare di scrivere narrativa". E ancora: "Tra le varie specie di artisti, è risaputo, lo scrittore di narrativa è il più vessato dal pubblico. Pittori e musicisti sono in qualche modo tutelati, dal momento che non si occupano di quel che tutti sanno, mentre il romanziere scrive della vita, sicché basta che uno viva per considerarsi un'autorità in materia".
Oppure NON leggetelo, ma solo E SOLTANTO nel caso in cui… abbiate dato credito a coloro che bollano la scrittrice americana come "cattolica" e nulla più. Per come la vedo io, sarebbe come definire Philip K. Dick come "psicolabile". Per come la vedo io, un artista dovrebbe essere descritto attraverso ciò che crea e non attraverso ciò che fa nel privato di casa sua. O almeno non soltanto.
Poche righe di trama… non c'è trama in questo libro, essendo una raccolta di articoli e lezioni universitarie, accomunate dal tentativo di spiegare cosa significhi essere una scrittrice. Flannery O'Connor (1925-64) è nata e cresciuta in Georgia, nel sud razzista e sessista degli Stati Uniti della prima metà del '900. È morta per le conseguenze di una grave malattia a soli 39 anni. Il dolore, la violenza, il misticismo religioso, il razzismo e l'ottusità mentale sono solo alcuni dei temi che attraversano i suoi romanzi e racconti. La stessa perizia con cui descrive la crudeltà del mondo traspare anche in questi scritti didattici, con una sagacia che incute quasi timore. "Non conosco scrittore che fosse più di Henry James attaccato al dollaro, né artista più coscienzioso. È vero, ritengo, che di questi tempi scrivere male rende assai più che scrivere bene. In certi casi basta imparare a scrivere sufficientemente male per fare un sacco di soldi. Ma non è vero che a scrivere bene non si verrà mai pubblicati. Vero è che se si vuole scrivere bene e al tempo stesso vivere bene, meglio sarebbe fare in modo di ereditare del denaro o sposare un agente di cambio o una riccona capace di adoperare la macchina da scrivere. Comunque, che scriviate per far soldi o per dare espressione alla vostra anima, per garantire i diritti civili o per far rabbia alla nonna, questo resterà fra voi e il vostro analista".
In conclusione… tutto ciò che più amo degli scrittori del sud degli Stati Uniti, ovvero le parole limacciose, l'arguzia dolorosa, il clima feroce, la crudeltà umana, i contrasti sociali mai risolti e il fervore religioso… tutte queste cose vengono intelligentemente analizzate da Flannery O'Connor. Che tenta anche di mettere in guardia il potenziale scrittore dalle insidie e dai tranelli del mestiere di scrivere. "Può darsi non vi sia mai niente di nuovo da dire, ma c'è sempre un modo nuovo per dirlo e, dato che nell'arte il modo di dire una cosa diviene parte di quel che è detto, ogni opera d'arte è unica e richiede rinnovata attenzione". E ancora: "Un racconto è riuscito se dentro ci puoi sempre vedere qualcosa di più, se continua a sfuggirti di mano. Nella narrativa, due più due fa sempre più di quattro". E infine, ecco spiegato il titolo del libro: "Ho constatato che l'argomento della mia narrativa è l'azione della grazia in un territorio occupato in gran parte dal diavolo".
Può bastare?
domenica 16 settembre 2007
VECCHI E GIOVANI
L'adulto è sciocco e immemore quando sottovaluta la giovinezza- Harry Potter e il Principe Mezzosangue, J.K. Rowling -
martedì 11 settembre 2007
IN MEMORIAM
ë
Un cielo triste
si schianta contro
un mondo duro
e scricchiolante.
Un vento feroce
ingarbuglia
sogni doloranti
e consumati.
Una pioggia cattiva
graffia la crosta
di oggetti con
l'anima inzuppata.
ë
domenica 9 settembre 2007
SOMME E SOTTRAZIONI
La storia della vita di uno è uguale a quello che ha più quello che desidera più di tutto al mondo, meno quello che è davvero disposto a sacrificare per ottenerlo. Se di una persona riesci a sapere queste cose, saprai quasi tutto. I numeri frazionari sono i cenni del capo, i tic della faccia, i movimenti delle dita che uno fa senza pensarci: se si è capaci di osservarli, si possono sommare tutti quanti- Il manuale del contorsionista, Craig Clevenger -
venerdì 7 settembre 2007
HAPPY 11th BIRTHDAY

domenica 2 settembre 2007
LO SCRITTORE
Quando le telecamere iniziano a inquadrarti allora sei uno scrittore- Superwoobinda, Aldo Nove -
sabato 1 settembre 2007
DESOLAZIONE

domenica 26 agosto 2007
CENERENTOLA
Persino quella sfigata di Cenerentola alla fine la spunta- Non c'è 2 senza 3, Melissa Senate -
venerdì 24 agosto 2007
IL DESTINO DELLE MORE...
Stamattina sono andata in cerca di more su per la montagna...

...adesso sono diventate 2 chili e mezzo di marmellata!
giovedì 23 agosto 2007
TI POSSO FARE UNA DOMANDA?
"Ti posso fare una domanda?" mi chiede Samuel abbassando lo sguardo.
Siamo nella sua macchina, a fari spenti, davanti a casa mia. È molto tardi, ma non ho sonno. È una settimana che io e lui ci corriamo dietro, ma la situazione non si sblocca. Ogni sillaba, ogni gesto è impregnato di una tensione che non riesco più a sopportare.
Per esempio. Adesso lui sta ostinatamente fissando il cambio automatico. Mentre io sto tentando senza successo di guardarlo negli occhi. Niente da fare.
"Certo" gli rispondo con la voce più melliflua che riesco a mettere insieme.
Non credo di averlo convinto. Perché lo vedo dibattersi sul sedile, come se scottasse. Oppure fosse pieno di spilloni acuminati. Vorrei allungare una mano sul suo braccio e sorridergli. Poi dirgli che va tutto bene, che può rilassarsi. Che non ho intenzione di morderlo. Non ancora. Non stasera. Non in macchina, davanti a casa mia.
Samuel ruota leggermente il busto verso di me. Poi si mette a stuzzicare un pacchetto di caramelle nel vano portaoggetti tra i nostri due sedili. Per un attimo mi incanto ad osservare le sue dita. Aprire e chiudere la chiusura a scatto. Quando si ferma, cerco subito i suoi occhi. Mi stava guardando, chissà da quanto. Gli confeziono un bel sorriso meccanico, ma lui resta impassibile.
"È una domanda un po' personale…" dice con l'intonazione di qualcuno che si sta scusando.
"Va bene" lo rassicuro, "chiedi pure". Ma tutto questo tira e molla mi sta esasperando. La mia voce non suona incoraggiante, ma piuttosto impaziente. Aggiungo un altro sorriso in automatico, ma tanto Samuel non mi sta più guardando.
Le sue dita hanno ricominciato ad aprire e chiudere il pacchetto di caramelle. Tic tac. Un rumore secco e ripetitivo che sembra amplificarsi tra i sedili. I miei occhi sono rapiti dal movimento del piccolo coperchio. Tic tac. Ancora qualche secondo e glielo strappo dalle mani.
Mi accorgo che il respiro mi si è fatto affannoso. Distolgo lo sguardo e cerco qualcos'altro da fissare. Magari oltre il vetro. Fuori, nel buio della notte. Sul muretto del mio vicino c'è appollaiato un gatto grigio. Non credo abbia un vero nome. Tutti lo chiamano "micio". Ha due occhi furbi, ma non è più molto agile. Lo vedo in giro da una vita. Nel mondo dei gatti, credo sia centenario o giù di lì.
Le mie riflessioni su Micio sono interrotte da Samuel che si schiarisce appena la voce. Forse è pronto per farmi la famosa domanda. Io sono pronta.
"Ma tu…" fa un grande respiro e poi conclude la frase: "…in che rapporti sei rimasta con Michele?"
I muscoli facciali mi si bloccano per la sorpresa. Ed è un bene, così riesco a dissimulare il mio disappunto.
Michele? Il mio fidanzato storico? Quello che si è fatto un braccialetto con i frammenti del mio cuore? Quello che ogni volta che lo vedo mi si piegano le ginocchia anche se non vorrei? Stiamo parlando di quel Michele lì?!
Perfetto. Immagino che anche stasera non si andrà da nessuna parte. Ce ne staremo qui, ognuno sul suo sedile. Io a parlare del mio ex e lui a fare tic tac con un pacchetto di caramelle. Se almeno me ne offrisse una…
domenica 19 agosto 2007
INVENZIONI
Cosa facevo prima di eBay? E' l'invenzione più brillante e geniale da... dal tempo in cui, chiunque sia, ha inventato i negozi- I love shopping con mia sorella, Sophie Kinsella -
sabato 18 agosto 2007
HAPPY BIRTHDAY
martedì 14 agosto 2007
EDWARD
Non tutti riescono a far sembrare adorabili un pluriomicida schizofrenico, un leader razzista tatuato e un fautore dei combattimenti di galli in versione umana con un alter ego che sembra Brad Pitt con addosso una vestaglia della Victoria's Secret. D'altra parte Edward Norton non è un fusto qualunque- Cinematerapia 2, Nancy Peske & Beverly West -
sabato 11 agosto 2007
lunedì 6 agosto 2007
PRAGUE STREET DRESSING
Ecco qualche esempio.
_Il monumento dedicato allo scrittore ceco Jaroslav Hašek in Prokopovo Náměstí, a due passi dal mio albergo:

_"Spring, 2007" di Gerald Schicker, in Náměstí Republiky:

_"Pig, 2004" di Jan Kadlec, in Náměstí Republiky:

_"Mushrooms, 2006" di Sylvie Fleury, in Staroměstské Náměstí:

_"Il commendatore" di Anna Chromy, posizionata all'esterno del Teatro degli Stati Generali in piazza Ovocný. Per ricordare la prima del "Don Giovanni" di Mozart, svoltasi nel teatro medesimo il 29 ottobre 1787:

_"Venus and the shoe, 2007" di Jean-Jacques Ory, davanti alla Sinagoga Spagnola nel quartiere di Josefov:

_Monumento a Franz Kafka, accanto alla Sinagoga Spagnola:

_"The dancer, 2005" di Stephan Balkenhol, in via Dlouhá:

_Memoriale alle vittime del comunismo, nel parco di Petřín. Voluto dalla Città di Praga e dalla Confederazione dei Prigionieri Politici nel 2002, progettato dagli architetti Zoeněk Hölzel e Jan Kerel e realizzato dallo scultore Olbram Zoubek:

_"Quo vadis?" di David Černy, nel giardino dell'ambasciata tedesca in Vlašská ulice:

domenica 5 agosto 2007
VECCHI LIBRI
Perchè leggere quegli autori ormai decomposti da secoli e millenni? Perchè solo i morti possono salvarci- La ballata di SadJoe e altri racconti, David Benioff -
mercoledì 1 agosto 2007
MASARYKOVO NÁBŘEŽÍ

giovedì 26 luglio 2007
CHIUSO PER TRASFERTA EUROPEA
Questo blog resterà chiuso per qualche giorno, causa trasferta europea della sottoscritta. Sarete aggiornati in proposito al mio ritorno, con dovizia di particolari.
Nel frattempo. Non vi affannate eccessivamente, bevete molta acqua, non esagerate con l'aria condizionata, sostituite uno dei pasti con un bel gelato e cercate di non sentire troppo la mia mancanza.
Volete sapere dove vado? A guardare da vicino la Tančicí dům, ovviamente…
martedì 24 luglio 2007
domenica 22 luglio 2007
LA PRIMA LEGGE
La prima legge dello shopping dice che quando cerchi con urgenza qualcosa in particolare, non puoi sperare di trovarlo- Baci da Malibu, Marion Keyes -
giovedì 19 luglio 2007
IL VERO PROBLEMA
_Qual è il problema stavolta?
Lei sospira rumorosamente. Io mi spazientisco e vorrei non doverle rispondere. Ma lei mi ripete la domanda.
_Qual è il problema stavolta?
Ogni tanto preferirei non avere un'amica come Eleonora.
_Il problema, scandisco, è che non mi piace come mangia.
_???
Un'espressione interrogativa pervade la sua faccia. Cerco di spiegarmi meglio.
_Sandro non mi piace mentre mangia…
Vedo ancora stupore insoluto.
_…non mi piace il suo modo di assumere cibo per bocca!
Più chiara di così non riesco ad essere.
_Perchè? Non l'avevi mai visto mangiare?
_No. Ieri era la nostra prima cena ufficiale.
_E cos'ha che non va il suo modo di mangiare?
_Non so se riesco a spiegartelo…
_Fai un tentativo.
Mi prendo un attimo per riportare alla mente la serata precedente. Io e Sandro seduti l'uno di fronte all'altra, in un ristorante scelto da lui. Io che sminuzzavo la mia bistecca al sangue e lui che…
_Lui mangia in modo famelico, primitivo.
_Mastica con la bocca aperta? Chiede lei per assicurarsi di avere compreso il problema nella sua essenza.
_No. Non mangia con la bocca aperta. Mangia come se non mangiasse da una settimana. Come se fosse affamato…
_Forse aveva saltato il pranzo ed era davvero affamato!
Eleonora ha sempre una giustificazione per tutti. Ma in questo caso non posso concedergliela. Lei non era là, al tavolo con noi.
_No, tu non c'eri. Non puoi capire. Quel ragazzo si comportava come un uomo delle caverne che caccia il cibo da solo e poi se lo cucina allo spiedo!
_Ma, domanda titubante, mangiava con le mani?
_No! Niente mani! Era l'atteggiamento…
Mi sforzo ancora una volta di trovare le parole giuste per descrivere la mia repulsione. Ma le immagini della cena si confondono e si amalgamano tra loro. Per quanto io mi impegni, fatico a visualizzare persino la faccia di Sandro. Il colore dei suoi capelli. O della sua camicia. Sono talmente frustrata che vorrei piangere.
Gli occhi di Eleonora sono fissi nei miei e non c'è più traccia di incredulità in lei. Forse, finalmente ha capito. Lei sorride, io ricambio. Restiamo in silenzio per qualche minuto. Poi lei finisce il suo cappuccino.
_Adesso mi vuoi dire qual è il VERO problema?
Questa ragazza non è una che molla facilmente. Non capisco cosa voglia da me. Le ho spiegato il problema. Credevo avesse capito. Ma lei insiste.
_Non si tratta di Sandro, vero?
_Credo di no.
Non so da dove mi sono uscite queste parole. Certo che il problema è Sandro! Cos'altro poterebbe essere? È con lui che sono uscita, no?
_E non si tratta neppure del modo in cui mangia, vero?
Faccio di no con la testa. Improvvisamente Sandro mi sembra solo un bravo ragazzo nel posto sbagliato al momento sbagliato. Tutto qui.
_No, ammetto.
_Quindi mi vuoi dire qual è il problema?!
_Il problema…
La voce mi si blocca da qualche parte. Un conto è la consapevolezza interiore. Un altro è volerla esprimere verbalmente. Ci riprovo.
_Il problema è che… bè… insomma… Sandro non è Andrea.
Mi si forma un groppo in gola. Ma riesco a sbarazzarmene prima che Eleonora mi faccia altre domande.
_Ecco, l'ho detto. Sandro non è Andrea. Tutto lì. Adesso cambiamo argomento per favore?
_Va bene.
lunedì 16 luglio 2007
ESTERNO NOTTE
Oggi mi sento un po' nostalgica...
domenica 15 luglio 2007
AMERICAN CARS
Mi fido ciecamente delle auto americane, dice lui. La prima macchina in cui io abbia mai amato una donna è stata una Cutlass Supreme. In una piccola Nissan non puoi muoverti liberamente.
Ecco il problema del nostro paese, dico. Troppo spazio per scopare- Baciami, Giuda, Will Christopher Baer -
martedì 10 luglio 2007
C'ERA UNA VOLTA...
ë
Sono la delusione di un
desiderio infranto.
La principessina di una
favola spezzata.
Il morso fatale della
mela avvelenata.
Il muto riflesso nello
specchio delle mie brame.ë
lunedì 9 luglio 2007
ADDIO AI MONTI
Ieri mattina ho lasciato i miei adorati monti... per la sconfinata pianura padana. E già la notte scorsa non ho chiuso occhio, causa zanzare fameliche e/o afa soffocante. Cominciamo bene...domenica 8 luglio 2007
AUTOBUS RIVELATORI
Le rivelazioni sono come gli autobus, non trovi? Non ne passano per secoli, poi arrivano tutti insieme- Sushi per principianti, Marian Keyes -
venerdì 6 luglio 2007
IL VECCHIO E IL NUOVO

…e cose molto nuove…

lunedì 2 luglio 2007
domenica 1 luglio 2007
FIGURE RETORICHE
Uno scrittore che odia le metafore è assurdo quanto un banchiere che odia i soldi- Igiene dell'assassino, Amélie Nothomb -










