martedì 29 maggio 2007

ROSSO CILIEGIA


Stamattina ho raccolto le ciliegie (per gentile concessione dell'albero di mio zio... e ovviamente con il suo permesso). E questo pomeriggio le ho tramutate in marmellata (è la prima volta che la faccio al gusto di ciliegia).
L'operazione è stata lunga... non ve la consiglio! Perchè snocciolare le ciliegie con lo snocciolatore è divertente, ma tagliare in quattro parti ogni singola ciliegia lo è un po' meno! Soprattutto se ne avete davanti un paio di chili...
Risultato: dita tinte di rosso (ho provato di tutto, compresi detersivi pesantemente abrasivi, ma non se ne vuole proprio andare via!), una montagna di noccioli da buttare e nove vasetti di marmellata!

lunedì 28 maggio 2007

ZUPPA


Avete presente quando piove e voi non avete l'ombrello?
Ma non vi potete fermare sotto una tettoia, perché avete un impegno. E allora correte sotto l'acqua, veloci quanto ve lo consentono i tacchi che avete indossato quella mattina. Finché i capelli non vi si spalmano sulla faccia. Finché i vestiti non vi si appiccicano addosso. Finché le scarpe non cambiano forma e colore. Finché non vi sentite più pesanti. E allora rallentate, poco alla volta. E alla fine vi rimettete a camminare, come se niente fosse. Come se attorno a voi non stesse diluviando. Come se non sentiste freddo. Avete presente quando succede? Avete preso così tanta acqua che non vale più la pena correre. Sprecare energie. Affannarsi. Avete presente?
Ecco. Io mi sento così. Ho raggiunto la saturazione. Sono zuppa. Ma non di pioggia. E non ho alcuna voglia di agitarmi. Se potessi, starei ferma immobile tutto il tempo. Magari seduta su una panchina, ad osservare gli altri. Fregandomene del giorno e della notte. Del caldo e del freddo. Della pioggia e del sole.
Sara dice che il mio problema è la mancanza di un lavoro fisso. Ma non è vero. A me piace lavorare al centralino della radio. E non mi importa che sia un lavoro a tempo determinato. È proprio l'ultimo dei miei crucci. Ma Sara ne è convinta e continua a mandare curriculum a mio nome. Almeno una volta o due a settimana, qualcuno mi chiama sul cellulare per fissarmi un colloquio. All'inizio spiegavo che era tutto uno scherzo di una mia amica. Ma le persone se la prendevano a male. Adesso ho imparato a dire che sono appena stata assunta da un'altra società. Raramente chi sta dall'altra parte è interessato ai dettagli della mia presunta assunzione. In questo modo è più semplice per tutti.
Lavorando al telefono si diventa piuttosto bravi a mentire…
Mia sorella Carla dice che il mio problema è la mancanza di un fidanzato fisso. Ma non è vero. A me piace prendere in prestito i fidanzati delle altre, quando ce n'è bisogno. Preferisco così. Mi piace sapere che non resteranno a dormire da me. Mi piace sapere che non mi porteranno a cena dai parenti per le feste di Natale. Ma mia sorella ne è convinta e continua a presentarmi suoi amici. Oppure amici del suo ragazzo, Federico. Io non ne posso più di fare sciocche uscite a quattro con tizi di cui non mi frega un accidente. Ma per non fare dispiacere a mia sorella, una volta ogni tanto le do un piccolo contentino. E accetto di uscire con uno dei suoi candidati. Ma ovviamente tra di noi non funziona mai.
Essendo single si tende a diventare piuttosto esigenti in materia di uomini…
Il mio amico Stefano dice che il mio problema è che non mi vesto in modo abbastanza sexy. Ma non è vero. Io ho il mio stile personale, che mi fa sentire a mio agio. E chi se ne frega se non metto le gonne corte, le camicie scollate oppure i tacchi a spillo. Non è la fine del mondo. A me piacciono i pantaloni comodi e le maglie abbondanti. Le ballerine. Ho trentadue anni e questo è il mio modo di vestire. Ne sono certa. E ormai sono troppo vecchia per cambiarlo radicalmente. Ma Stefano ne è convinto e continua a portarmi a fare acquisti in negozi in cui io non metterei neppure piede. Quando protesto, lui finge di accettare la cosa. Salvo poi comprarmi di sua iniziativa magliettine striminzite e pantaloncini indecenti. Ho tentato più volte di rifiutare i suoi regali, ma per tutta risposta lui mi metteva il muso per settimane. Così adesso li accetto e poi giro tutto a mia sorella. Tanto abbiamo la stessa taglia. E lo stile sexy è decisamente nelle sue corde, più che nelle mie. E per fortuna Stefano ha una pessima memoria, in fatto di shopping.
Avendo una forte personalità risulta piuttosto complicato cambiare idea…
Mia madre dice che il mio problema è che non sono sposata. Ma non è vero. Lei si è sposata giovanissima e crede che questa sia la soluzione a tutti i mali dell'umanità. Però io parlo spesso con le mie amiche maritate e non mi danno l'impressione di divertirsi un granché. Hanno un mucchio di problemi che io non mi sogno neppure e che di certo non gli invidio. Tipo il mutuo quarantennale. La spesa del sabato mattina. E montagne di camicie da stirare. Ma mia madre ne è convinta e non perde occasione per tessermi le lodi della vita matrimoniale. Ok, forse ci sono pure un paio di vantaggi. Come dividere le spese a metà. Come avere sempre qualcuno che ti aspetta a casa. Come avere a portata di mano chi ti apre i barattoli troppo ostinati. Però, io non la sento proprio l'urgenza di 'sistemarmi'. E poi, a dirla tutta, il matrimonio non mi pare una gran pacchia. Chiedetelo alle mie amiche, se non ci credete.
Avendo avuto un coinquilino maschio per due anni, anche l'idea della convivenza ha perso parecchio del suo fascino…
No, nessuno di loro ha centrato il punto.
Avete presente quello che vi dicevo sulla pioggia? Sulla saturazione e sull'affannarsi senza ragione? Ecco.

sabato 26 maggio 2007

PERIODI


Si sa che l'Ikea, come Picasso, ha i suoi periodi

- Il diavolo veste Prada, Lauren Weisberger -

mercoledì 23 maggio 2007

RECUERDO DE BILBAO

Siccome Bilbao non è propriamente la mecca dello shopping, mi sono dovuta ingegnare per trovare un souvenir un po' bizzarro...


venerdì 18 maggio 2007

L'ARTISTA


Era la teoria di Peter sull'espressione individuale. Il paradosso dell'essere artisti di professione. Il fatto che passiamo la vita a cercare di esprimerci al meglio, ma senza avere niente da dire. Vorremmo che la creatività fosse un sistema di causa effetto. Vorremmo risultati. Un prodotto vendibile. Vorremmo che alla dedizione e alla disciplina corrispondessero pari riconoscimenti e gratificazioni. Ci sciroppiamo la routine dell'accademia, il nostro corsettino di diploma in belle arti e ci esercitiamo, ci esercitiamo, ci esercitiamo. Poi, con tutto il nostro eccellente bagaglio tecnico, non abbiamo niente di speciale da documentare. Secondo Peter, niente ci fa più incazzare di quando un tossico marcio, un fancazzista incallito o un pervertito con la bava alla bocca sforna il capolavoro. Così, per caso. Un idiota che non ha paura di dire cos'è che ama davvero

- Diary, Chuck Palahniuk -

mercoledì 16 maggio 2007

CI VUOLE UN ATTIMO


Se vi avanzano dieci minuti. Se abitate a Milano, Torino, Genova, Verona o Napoli. Se amate il cinema.
Fate un salto alla Fnac.
In contemporanea, nelle 5 Gallerie Fotografiche si svolge: "100 anni di cinema in mostra". Una carrellata di fotografie provenienti dagli archivi 20th Century Fox e MGM. Sono immagini meravigliose, rubate sui set dei film più rappresentativi della storia del cinema.

Io ho visitato l'esposizione milanese. Ci sono foto scattate durante la lavorazione di "Cleopatra", "L'appartamento", "Frankenstein Junior", "Alien", "Edward mani di forbice", "Thelma e Louise" e molti altri. Si vedono gli attori nei momenti di pausa tra un ciak e l'altro. Si vedono i trucchi della scenografia. Si vedono le cineprese. Si vedono gli addetti ai lavori. Si vede tutto quello che di norma non dovrebbe vedersi.
È vero. Forse le foto di questa mostra sfatano un pochino la magia del cinema. Ma allo stesso tempo ce ne danno una visione più genuina e umana.
L'immagine che più mi è rimasta in mente è tratta dal set di "Io e Annie". Si vede Woody Allen (giovanissimo) alle prese con un'aragosta viva (ricordate la scena in cucina con Diane Keaton?). Lui non recita… è davvero terrorizzato dal crostaceo!

Dunque. Fateci un salto. I dettagli li trovate qui. Ci vuole un attimo. La meraviglia è assicurata. Avete tempo fino al 23 maggio.

domenica 13 maggio 2007

DI MAMMA...


...ce n'è una sola. Su questo non si discute. Ma ciò nonostante, per la Festa della Mamma ho pensato di preparare due diversi tipi di biscotti. A forma di stella, nella versione "in bianco" (a sinistra) e in quella "variegata" (a destra). E tanti auguri!

LEZIONI DI VETTA


La montagna mi ha fatto capire che è da sciocchi mettere la vita in banca sperando di ritrovarla con gli interessi. Mi ha aiutato a non essere troppo tonto, anche se un po' tonti si è tutti da giovani. Mi ha insegnato che dalla vetta non si va in nessun posto, si può solo scendere

- Nel legno e nella pietra, Mauro Corona -

giovedì 10 maggio 2007

APPENA ARRIVO IN UFFICIO


La giacca nera è stata un errore. Sembro una che lavora in banca. Volevo fare la persona seria ma mi sa che ho esagerato. Il capo mi dirà una cattiveria delle sue. Ne dice in continuazione. Dirà che sembro vecchia. Così mi sentirò in imbarazzo per tutto il giorno. Oltretutto la camicia che ho messo sotto è senza maniche. E pure un po' trasparente. Quindi non posso stare in ufficio senza la giacca. Sì, ho fatto davvero un errore imperdonabile. E adesso perché la metro non riparte? I soliti idioti che salgono all'ultimo momento e poi bloccano le porte. Ma per quale motivo insistono? Non vedono che è piena? Meglio che mi tenga la borsa sulle ginocchia, perché qua la gente si accalca e qualcuno finirà per pestarmela. Che schifo! Non sono neppure arrivata in ufficio e la giacca è già piena zeppa di pilucchi bianchi. Chissà se Rita ha quel suo aggeggio per spazzolare i vestiti… mi pare di averlo visto in uno dei cassetti dietro la scrivania di Nicola. Appena arrivo devo chiederglielo. E speriamo che il capo non mi veda prima della ripulitura. Altrimenti chissà cosa potrebbe uscirgli dalla bocca. Meno male che siamo ripartiti. Comincio a sentire un po' caldo. Sarà la giacca nera? Probabile. Non sono i colori scuri quelli che attirano di più i raggi del sole? Ok, forse in questo caso non vale perché sono sottoterra, però sento lo stesso un gran caldo. E poi la giacca adesso non me la posso proprio togliere. Mancano solo quattro fermate, ho la borsa sulle ginocchia e sono pigiata tra due persone enormi e sbuffanti. Svestirmi sarebbe un'operazione complicata. No, meglio restare ferma e pazientare. Appena arrivo in ufficio, chiedo l'aggeggio togli-pilucchi a Rita e poi riscrivo la lista della spesa. Ieri sera ne avevo preparata una perfetta, ma stamattina l'ho scordata sul frigorifero. Tutto perché all'ultimo momento ho deciso di bere un succo di frutta a temperatura ambiente, invece del solito yogurt preso dal frigo. Così non ho visto la lista e l'ho lasciata a casa. Appesa allo sportello del frigorifero, con la calamita di Bugs Bunny. Però mi ricordo che c'erano elencate quattordici cose. Ieri sera le ho contate. Se faccio mente locale, dovrei riuscire a recuperarle tutte quante. Appena arrivo in ufficio. Porca miseria! La signora grassa con la ventiquattrore mi ha appena schiacciato un piede. "No, si figuri!". È davvero gentile da parte sua farmi quel gran sorriso imbarazzato. Mi auguro solo che non mi abbia rovinato le scarpe! Le ho comprate da poche settimane e sono le uniche che posso indossare per ore senza che mi facciano male! E per fortuna non ho lasciato la borsa per terra! D'accordo che ci sono dentro solo un libro, una bottiglietta d'acqua e la pashmina rosa… però la signora grassa qui poteva finirci sopra con tutta la sua delicatezza! Uova, barrette dietetiche, mele, cialde alla cannella, pane al sesamo, passata di pomodoro, riso, pesche gialle, basilico… e sono nove. Mi mancano cinque cose della lista. Va bene, con calma, so che posso ricordarmele. Di sicuro erano quattordici. Lo so perché quattordici è la data del compleanno di Samuel. Ieri sera avevo fatto questa associazione. La fodera della giacca mi si sta appiccicando alla schiena. Oddio! E se mi lascia giù il colore sulla camicia? Devo controllare anche questa faccenda, appena arrivo in ufficio. Anzi, faccio così: vado nel bagno a piano terra. Così non mi vedono le colleghe e io posso riprendere fiato. Prima di sottopormi al giudizio di tutti. Poi salgo in ascensore, con quello nell'angolo a sinistra che è sempre più vuoto, e vado a cercare Rita con il suo aggeggio per i pilucchi. Nel frattempo, spero che le cinque cose rimanenti mi siano venute in mente. Perché devo proprio fare la spesa stasera. Siamo alla fermata della Stazione. Lo capisco dalla massa di gente che scende con le valigie. La mia è la prossima. Ora posso anche rilassarmi un po'. C'è molta meno calca. Allungo leggermente le gambe e sbircio la punta delle scarpe. La signora grassa non me le ha sporcate, anche se ho ancora il mignolo dolorante. Pollo! Ecco un'altra delle cose sulla lista! Come ho fatto a scordarlo?! Domani ho promesso a Carlo di cucinare il pollo arrosto. Quindi adesso mi mancano solo quattro cose. La metro riparte. Tra un secondo mi alzo. Appena prende velocità, così non perdo l'equilibrio. Più la guardo e più mi rendo conto che la giacca nera è stata un errore colossale. Oltre alla quantità di pilucchi accumulati, adesso noto anche delle spiacevoli grinze all'interno dei gomiti. Sono rimasta raggomitolata per tutto il tragitto e questo è il risultato. Il capo mi massacrerà con le sue frecciatine. Quasi quasi, appena arrivo in ufficio me la tolgo per un po' e la appendo allo schienale della sedia. Tanto lui arriva sempre attorno alle nove. Almeno io respiro per una mezz'ora e forse la giacca riacquista un aspetto decente. Faccio lo slalom tra due ragazzine dall'aria addormentata e afferro uno dei pali da lapdance della metro. Chissà come si chiamano in realtà… aggrappi? Appoggi? Sostegni? Paletti? Pertiche? "Scende alla prossima?". Rispondo di sì senza neppure voltarmi. Ho caldo, sete e non riesco a ricordare le altre quattro cose della mia lista. Sono sicura che fossero quattordici. Sicurissima. Adesso non ce la faccio, ma appena arrivo in ufficio faccio mente locale. Appena mi tolgo questa giacca bollente. Appena riprendo fiato. La mia fermata. "Mi scusi". Davvero non capisco chi si mette davanti alle porte e poi non deve scendere. Chissà cosa avranno per la testa le persone che si comportano così…

lunedì 7 maggio 2007

LA TRANSUMANZA


Se il 20 Aprile 2007 la mucca gialla si abbeverava tranquilla alla fontana del Castello Sforzesco...

...e se il 30 Aprile 2007 la stessa mucca gialla passeggiava tra le vetrine di via Dante...

...mi domando: oggi dove sarà arrivata???

domenica 6 maggio 2007

POLLICE VERDE


Un'erbaccia è una pianta fuori del proprio elemento

- L'assassino che è in me, Jim Thompson -

mercoledì 2 maggio 2007

160 CARATTERI


Messaggio inviato da: Chicca
02/05/2007, ore 14:38:45
Ciao bella! Tutto ok? 6 sparita! Che mi dici x stasera? Aperitivo confermato? Kiss, Chicca

Messaggio inviato da: Bibi
02/05/2007, ore 14:41:08

Sn incasinata come poche! Poi t spiego. A dp. Solito posto, 18. BB

Messaggio inviato da: Bibi
02/05/2007, ore 14:41:54

Nn diment. cd foto!!! BB

Messaggio inviato da: Chicca
02/05/2007, ore 15:02:37
Tu 6 sempre incasinata! Comunque, mi sono ricordata di portarti il cd con le nostre foto di Barcellona! Allora ci vediamo alle 18… davanti a Zara?

Messaggio inviato da: Bibi
02/05/2007, ore 15:18:23

Sì. BB

Messaggio inviato da: Chicca
02/05/2007, ore 15:29:41
Ok! Allora siamo d'accordo x le 18 davanti a Zara! A + tardi! Kiss, Chicca

Messaggio inviato da: Bibi
02/05/2007, ore 17:07:33
Mi sn rotta! Scappo dall'uff. Facciamo 17.30? BB

Messaggio inviato da: Chicca
02/05/2007, ore 17:09:59
Che coincidenza! Anch'io sono uscita prima dall'ufficio! X me va bene incontrarci alle 17:30… tanto sono già in zona! A tra poco allora! Kiss, Chicca

Messaggio inviato da: Bibi
02/05/2007, ore 17:29:46
15 in rit. Arr tra 10min. BB

Messaggio inviato da: Chicca
02/05/2007, ore 17:31:23
Il 15 è sempre in ritardo! Non ti preoccupare! Io sono arrivata adesso! Mentre aspetto, faccio un giro da Zara. Quando arrivi, fammi 1 squillo! Kiss, Chicca


1 chiamata persa: Bibi
02/05/2007, ore 17:43:11


Messaggio inviato da: Chicca
02/05/2007, ore 17:45:57
Ma dove 6?

Messaggio inviato da: Bibi
02/05/2007, ore 17:47:03

Sn qui fuori. BB


Messaggio inviato da: Chicca
02/05/2007, ore 17:48:48
Qui fuori dove? Non ti vedo!!!

Messaggio inviato da: Bibi
02/05/2007, ore 17:50:21
Dav. Zara. BB

Messaggio inviato da: Chicca
02/05/2007, ore 17:53:14
Mi viene un dubbio… ma il "solito posto" non è Zara di Via Torino?

Messaggio inviato da: Bibi
02/05/2007, ore 17:54:45
No! Cso Vitt.Em!!! BB

Messaggio inviato da: Chicca
02/05/2007, ore 17:59:07
Sono arrivata di corsa! Dove 6?

Messaggio inviato da: Bibi
02/05/2007, ore 18:00:25
In v. Torino.

Messaggio inviato da: Chicca
02/05/2007, ore 18:04:39
Oh no!!! Io sono in Corso Vittorio Emanuele! Ci siamo spostate tutte e due!!! Rimani ferma lì… arrivo tra cinque minuti! Kiss, Chicca

Messaggio inviato da: Bibi
02/05/2007, ore 18:06:04

Ok.