domenica 27 gennaio 2008

NESSUNO MI ASPETTAVA


Giunsi a Torino il 19 di ottobre, dopo trentacinque giorni di viaggio: la casa era in piedi, tutti i familiari vivi, nessuno mi aspettava. Ero gonfio, barbuto e lacero, e stentai a farmi riconoscere. Ritrovai gli amici pieni di vita, il calore della mensa sicura, la concretezza del lavoro quotidiano, la gioia liberatrice del raccontare. Ritrovai un letto largo e pulito, che a sera (attimo di terrore) cedette morbido sotto il mio peso. Ma solo dopo molti mesi svanì in me l'abitudine di camminare con lo sguardo fisso al suolo, come per cercarvi qualcosa da mangiare o da intascare presto e vendere per pane; e non ha cessato di visitarmi, ad intervalli ora fissi, ora radi, un sogno pieno di spavento

- La tregua, Primo Levi -

giovedì 24 gennaio 2008

domenica 20 gennaio 2008

LA GIOIA ETERNA


Avete presente quella vecchia regola secondo cui una cosa bella è una gioia eterna? Ecco, per esperienza posso dirvi che anche la cosa più stupenda del mondo è una gioia che non dura più di tre ore, quando va bene

- Soffocare, Chuck Palahniuk -

lunedì 14 gennaio 2008

OGGI MI SENTO...

...solare.

Come questa bellissima scultura funzionante ad energia solare (nonostante la pioggia di questi giorni) in Piazza della Scala a Milano.

domenica 13 gennaio 2008

ONESTA' vs FALSITA'


Non c'è nulla di più difficile al mondo della franchezza, e nulla di più facile della menzogna. Se nella franchezza vi è anche solo la centesima parte di falsità, si avverte subito la stonatura e ciò determina lo scandalo. Nell'adulazione invece, anche se tutto, fino all'ultima virgola, è falsità, essa risulta tuttavia gradevole e viene ascoltata con piacere. E per quanto rozza e grossolana sia la lusinga, tuttavia la metà almeno appare immancabilmente sincera

- Delitto e castigo, Fedor Dostoevskij -

giovedì 10 gennaio 2008

L'UOMO CONGELATO


¨ "Freddo nell'anima" di Joe R. Lansdale (Fanucci Editore, 2007)

Io l'ho letto perché… adoro Lansdale. Credo di averlo già detto, qui o altrove. Amo ogni parola, ogni virgola di questo autore texano che ambienta tutte le sue storie nella terra in cui è nato e cresciuto. E nonostante questo, ogni volta ti stupisce con nuove trame paludose e umidicce. I suoi libri fanno sudare freddo, perché ti avvolgono come una nebbia impenetrabile che si incolla alla pelle e attira gli insetti più fastidiosi.
Voi leggetelo perché… queste 200 pagine vi sembreranno 20, da come scorrono via rapide. Amerete ogni singolo stravagante personaggio, amerete l'ambientazione grottesca, amerete i sentimenti estremi, amerete la trama mostruosa. Amerete tutto. Vi sorprenderà il drammatico inizio e ancora di più vi sorprenderà l'inaspettato finale. E se il buongiorno si vede dal mattino, ecco le prime tre righe di "Freddo nell'anima": "Bill Roberts decise di rapinare la bancarella dei fuochi artificiali, dato che non aveva lavoro, era al verde e sua madre era morta e liofilizzata in camera da letto".
Oppure NON leggetelo, ma solo E SOLTANTO nel caso in cui… proprio non tolleriate la letteratura del sud degli Stati Uniti. Quella piena zeppa di paludi infernali, animali pericolosi, scherzi di natura, perdenti nati, donne spietate, panorami malsani e cattive intenzioni. Se detestate i romanzi che impregnano gli occhi di disperazione e lasciano un residuo attaccaticcio sulle dita delle mani, allora questo libro non fa per voi.

Poche righe di trama… Bill è uno scansafatiche che vive con la pensione della madre defunta, di cui non ha denunciato il decesso. Rimasto a secco di liquidi, decide di rapinare un ambulante, insieme ai suoi compari, Chaplin e Cicciobomba. Ma il colpo va storto. I tre fuggono in macchina. Ma hanno un incidente e uno dei tre ci resta secco. Bill e l'amico superstite scappano nelle paludi, ma solo Bill sopravvive ai serpenti e alle pistolettate del poliziotto inseguitore. Stremato dalla fuga e sfigurato dalla reazione allergica alle punture di zanzara, il nostro eroe si trascina fino a una radura, dove viene soccorso da Frost. Quando si riprende, scopre di essere capitato in una carovana itinerante di freaks… Conrad l'uomo-cane, Synora la donna barbuta, i nanetti, i gemelli siamesi, le Teste a Punta e le Teste a Cocomero, e infine l'attrazione principale: Ice-Man, un uomo perfettamente conservato nel ghiaccio, una sorta di Messia Congelato. Il capo della carovana è Frost, un albino a cui spunta una terza mano sul petto. Bill afferra al volo l'occasione di sfuggire alla giustizia e si unisce alla comitiva. Con il tempo, Frost lo prende in simpatia e gli assegna responsabilità sempre maggiori. Potrebbe essere un'opportunità di redenzione per Bill ("Prima di conoscere Frost, era stato convinto di essere fatto a modo suo, senza tante sfaccettature. Il Bene e il Male non erano reali, erano solo parole. Adesso gli sembrava di aver visto la luce e non gli dispiaceva"), ma ci pensa una donna a rovinare tutto. Gidget è la moglie di Frost e, insieme a Bill, è l'unica "normale" dell'intera combriccola. I due intraprendono una sordida relazione ("Caro, tu sei importante. Mi piaci. Sei un tipo da quattro soldi, poco sveglio, e forse marcio dentro come me. Ci meritiamo l'un l'altro"), ma a Gidget non basta… lei ha ambizioni più alte. E saranno guai per tutti.
In conclusione… Lansdale ci accompagna per mano in un mondo parallelo, dove ciò che conosci da sempre si tramuta in qualcosa di spaventoso. Dove anche il panorama grida disperazione: "il sole scese verso occidente nel Sabine, un tantino riluttante, manco rischiasse di affogarci dentro, lanciando colori come se fossero grida di soccorso". In "Freddo nell'anima" veniamo sopraffatti dall'orrore per la normalità, perché sono le persone "normali" quelle più crudeli e malvagie. La naturale diffidenza verso la "diversità" viene superata e la percezione della realtà si ribalta. "Non era mai stato amico del lavoro, ma anche nei momenti di massima sfiga non aveva mai preso in considerazione un impiego accanto a un uomo-cane, una donna barbuta, una compilation di teste bacate e un tipo simpatico con una mano che gli cresceva dalla tetta. Non s'era mai considerato su uno scalino elevato della catena alimentare, ma s'era sempre sentito superiore a quel livello, e scoprire che si era sbagliato fu fonte di una certa preoccupazione".
Può bastare?

domenica 6 gennaio 2008

DIRITTI GIOVANILI


Da giovane è facile credere che ciò che desideri sia ciò che ti meriti, è facile convincersi che se davvero vuoi qualcosa, è tuo sacrosanto diritto ottenerla

- Nelle terre estreme, Jon Krakauer -

giovedì 3 gennaio 2008

ANCHE I MIGLIORI, ALLA FINE, SI SCIUPANO


C'erano due appuntamenti fissi nella vita di Jessica. Natale e Ferragosto. Tutto il resto poteva anche cambiare e non le importava. Ma ogni anno aveva queste due uniche certezze. Natale e Ferragosto. Erano gli unici momenti in cui cedeva alla malinconia e tornava al paese natio a trovare i suoi genitori. In realtà si vedevano molto più spesso, dato che erano loro a farle visita in città con regolarità. No, a dirla tutta, il motivo dei suoi due cedimenti annuali alla nostalgia avevano una natura diversa. Masochistica, direi.
Jessica voleva rivedere il suo vecchio amore. Luca. Lui era la reale ragione del viaggio. Natale e Ferragosto erano le sue certezze. I suoi momenti della memoria. Sapeva che lui ormai si era fidanzato, poi sposato. Era consapevole che ormai non c'era più alcuno spazio per lei nella vita di lui. Ma non le importava. Aveva bisogno di quei momenti. Le servivano.
Le sue migliori amiche non la capivano. Nicoletta e Patrizia, dette Nikki e Patriz, tentavano ogni anno di farla desistere dalla sua perseverante consuetudine. Ma invano. Anzi, lei tempestava le due ragazze di messaggi pieni di dettagli sul suo ex: l'ho incontrato al supermercato, l'ho visto in bicicletta, ci siamo salutati al bar, era vestito con una giacca scura, ha tagliato i capelli troppo corti… E li infarciva di cattiverie sulla compagna: aveva un maglione da vecchia, si era fatta un colore di capelli orribile, mi ha guardata storta, aveva addosso delle scarpe fuori moda…
E Nikki e Patriz non si lasciavano sfuggire l'occasione di rincarare la dose di malignità. Si accanivano sulla povera fidanzata (e poi moglie) pur non avendola mai vista di persona e poi passavano ad attaccare lui. Ogni volta facevano la stessa identica allusione: chissà lui quanto si sarà sciupato a stare con quella… chissà quanto sarà invecchiato…
Jessica avrebbe tanto voluto confermare il sospetto delle amiche. Ma non poteva. Perché immancabilmente, due volte all'anno, era costretta ad ammettere che lui, Luca, non era affatto peggiorato. Anzi. La vita di coppia pareva giovargli. Ogni volta le sembrava più bello, più affascinante. Il fisico restava atletico. L'abbigliamento impeccabile. Il capello biondo. Ma come diavolo faceva? Qual'era il suo segreto? Gli uomini di norma non ingrassano quando si sistemano? Perché lui no?

E anche quest'anno era giunto puntualmente il Natale. E Jessica puntualmente aveva fatto i bagagli ed era tornata al paese. Tra le accese proteste delle amiche. Le serviva il suo momento della memoria. Inoltre, le era giunta notizia che Luca aveva allargato la famiglia. Era diventato papà. Non sapeva come avrebbe reagito nel vederlo con in braccio un bambino, ma voleva comunque vederlo con i suoi occhi. Doveva vederlo.
E così l'aveva visto. Lui, lei e il piccolo nella carrozzina. Insieme. A passeggio per le vie del paese. La visione di quel trio malefico l'aveva travolta come un fiume in piena. Ma non per i motivi che si potrebbero pensare. Jessica era quasi stata felice di fare loro un bel sorriso e dirgli ciao. Subito dopo aveva accelerato il passo ed era corsa a casa. Accidenti alla sua pessima abitudine di lasciare il telefonino sul comodino!
Questo Natale non aveva aspettato che fossero le sue amiche a chiederle come aveva trovato il "suo" Luca. No, stavolta le aveva precedute. Aveva saltato ogni preambolo di rito e aveva scritto a Nikki e Patriz.
Non avete idea di come si sia sciupato negli ultimi mesi! È ingrassato! Ha la faccia tirata e i capelli ingrigiti! Poverino…
Le sue fidate amiche le avevano subito risposto: lo dicevamo noi! Lei lo sta rovinando! Anche i migliori, alla fine, si sciupano!
Quest'anno il Natale di Jessica era stato dolce come una gelida vendetta.