lunedì 31 dicembre 2007

BUON 2008


...a tutti l'augurio di un 2008 scoppiettante!

domenica 30 dicembre 2007

TRA IL DIRE E IL FARE


La cosa fondamentale è dar l'impressione di essere sul punto di fare qualcosa. E allora comincia a essere vero, almeno un pochino. Non so, forse basta parlarne. Forse non si vuole operare un cambiamento. Forse dirlo E' il cambiamento

- Giocatori, Don DeLillo -

venerdì 28 dicembre 2007

OGGI MI SENTO...

...spinosa e infreddolita.

Come un riccio di castagna nel bel mezzo di un prato ricoperto di brina.

lunedì 24 dicembre 2007

BUON NATALE

...a tutti l'augurio di un Felicissimo Natale.

domenica 23 dicembre 2007

SPECCHIO... SPECCHIO DELLE MIE BRAME...


La strega cattiva è stata stupida a fare il gioco di Biancaneve. C'è un'età in cui una donna deve passare a un altro tipo di potere. Il denaro, per esempio. O una pistola

- Invisible monsters, Chuck Palahniuk -

domenica 16 dicembre 2007

GUERRA & PACE


La guerra è una brutta cosa, ma la pace può essere un orrore perenne

- Il gioco dei pianeti, Ray Bradbury -

venerdì 14 dicembre 2007

OGGI MI SENTO...

...crepuscolare.
Ma non temete. L'altro giorno ho comprato una busta di polvere magica per fare la glassa ROSA sulle torte! Si preannuncia un Natale "rosato"...

domenica 9 dicembre 2007

DUE TIPI DI PERSONE


Now I'm gonna ask you a bunch of quick questions I've come up with that more or less tell me what kind of person I'm having dinner with. My theory is that when it comes to important subjects, there's only two ways a person can answer. For instance, there's two kinds of people in this world, Elvis people and Beatles people. Now Beatles people can like Elvis. And Elvis people can like the Beatles. But nobody likes them both equally. Somewhere you have to make a choice. And that choice tells me who you are

- Pulp fiction, Quentin Tarantino -

sabato 8 dicembre 2007

THIS SPRING... GET CARRIED AWAY


"THEY SAY NOTHING LASTS FOREVER... DREAMS CHANGE, TRENDS COME AND GO... BUT FRIENDSHIPS NEVER GO OUT OF STYLE"

...non credo ci sia molto altro da aggiungere...

...c'è solo da aspettare.

martedì 4 dicembre 2007

...E ADESSO VIENE IL BELLO

E anche quest'anno la "questione albero" è risolta...

...ora devo solo pensare ai regali.

domenica 2 dicembre 2007

IL PRECIPIZIO


Lo so. So che non incontrerò mai più niente nè nessuno che m'ispiri della passione. Lo sai, mettersi ad amare qualcuno, è un'impresa. Bisogna avere un'energia, una generosità, un accecamento... c'è perfino un momento, al principio, in cui bisogna saltare un precipizio: se si riflette non lo si fa. Io so che non salterò mai più.

- La nausea, Jean-Paul Sartre -

sabato 1 dicembre 2007

HAPPY 72nd


Capitolo primo. "Adorava New York. La idolatrava smisuratamente...". No, è meglio: "la mitizzava smisuratamente", ecco. "Per lui, in qualunque stagione, questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero, e pulsava dei grandi motivi di George Gershwin...". No, fammi cominciare da capo. Capitolo primo. "Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto. Trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi navigazione...". Eh, no... stantio, roba stantia, di gusto... Insomma, dai, impegnati un po' di più! Da capo. Capitolo primo. "Adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea: la stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente trasformando la città dei suoi sogni in una...". Non sarà troppo predicatorio? Insomma, guardiamoci in faccia: io questo libro lo devo vendere. Capitolo primo. "Adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com'era difficile esistere, in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia...". Troppo arrabbiato. Non devo essere arrabbiato. Capitolo primo. "Era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera, acquattata ma pronta al balzo, la potenza sessuale di una tigre...". No, aspetta, ci sono: "New York era la sua città, e lo sarebbe sempre stata..."


Perchè vale la pena di vivere? E' un'ottima domanda. Bè, ci sono certe cose per cui vale la pena di vivere. Per esempio, per me... uff, io direi... il vecchio Groucho Marx, per dirne una... e Joe Di Maggio... il secondo movimento della Sinfonia Jupiter... Louis Armstrong, l'incisione di Potatohead blues... sì, i film svedesi, naturalmente... L'educazione sentimentale di Flaubert... Marlon Brando, Frank Sinatra... quelle incredibili mele e pere di Cézanne... i granchi di Sam Wu... il viso di Tracy...