lunedì 30 aprile 2007

PINK FLAMINGO


...quello che non ti aspetti di vedere a Milano:

domenica 29 aprile 2007

GUARDARE LA TV


La gente è stupida. Se vuoi un assassino intelligente, guarda la tv

- Il ragno, Michael Connelly -

sabato 28 aprile 2007

HAPPY 60th


Oggi il mio papà compie sessant'anni... e io gli ho fatto la torta personalizzata! BUON COMPLEANNO! E buona crostata...

mercoledì 25 aprile 2007

STREET ART, SWEET ART

Ho visto all'ultimo minuto "Street art, sweet art" (la mostra, già prorogata di 15 giorni, purtroppo si chiude oggi) al PAC (Padiglione d'Arte Contemporanea) di Milano.
Un vero peccato se ve la siete persa...

domenica 22 aprile 2007

L'ANELLO MANCANTE


Antropologicamente parlando, i sandali sono l'anello mancante darwiniano tra l'homo sapiens e la donna tacchettata

- Voglio quelle scarpe!, Paola Jacobbi -

sabato 21 aprile 2007

COW-GIRL

Se in questi giorni vi capitasse di fare una passeggiata per le vie di Milano, non meravigliatevi di vedere qualcosa del genere:


Non è lo scherzo di un buontempone o la pubblicità della Centrale del Latte. Bensì la Cow Parade, sbarcata a Milano lo scorso 14 aprile. Si tratta di una mostra d'arte contemporanea itinerante, ideata nel 1998 dallo scultore svizzero Pascal Knapp. Il tema (evidentemente) sono le mucche (nella fattispecie mucche in vetroresina a grandezza naturale), ma le decorazioni cambiano ad ogni città.
Inizialmente, gli artisti locali si confrontano in una sfida all'ultimo bozzetto, per aggiudicarsi un ruminante. Dopodichè, un comitato artistico sceglie i 100 progetti migliori e consegna ai vincitori la loro meritata mucca "neutra" per il finimento.
A realizzazione avvenuta, le mucche "d'artista" vengono collocate in punti strategici della città e lasciate lì per un paio di mesi. Infine, dopo la gloria della passerella, le 100 mucche vengono messe all'asta e il ricavato devoluto in beneficenza, alla Fondazione Onlus Champions for Children.
L'idea è originale e simpatica. L'esposizione è a cielo aperto e totalmente gratuita. Lo scopo è onorevole e sacrosanto. Cosa volete di più?
E così, dopo essere passate per più di 40 città in giro per il mondo, i simpatici bovini sono giunti in quel di Milano. Dove sarà possibile incontrarli fino al 25 giugno.
Nei giorni passati sono andata a "caccia di mucche", armata di macchina fotografica. A breve pubblicherò l'intera carrellata di immagini (fino ad ora ne ho beccate "solo" una quarantina!). Per il momento visitate il sito ufficiale della mostra. E se passate da Milano, non lasciatevele sfuggire! Sono una favola!

lunedì 16 aprile 2007

FUORI DALLA FINESTRA

Ieri:



Oggi:


...non è proprio lo stesso panorama, ma almeno c'è il sole...

domenica 15 aprile 2007

SEGRETI


Agli uomini non si deve raccontare tutto! Bisogna sempre tenere qualcosa per sè. La mamma si è sempre raccomandata che io non rivelassi mai al mio cavaliere nè i miei sentimenti nè il contenuto della mia borsetta

- Sai tenere un segreto?, Sophie Kinsella -

venerdì 13 aprile 2007

COMUNICAZIONE


- (E adesso chi è?!) Pronto…
- (Cominciamo bene! Senti che tono entusiasta!) Ciao sono io.
- (Oddio! E adesso perché mi chiama a casa?) Ciao! Come mai mi chiami a cas…
- (Lo sapevo che avrebbe avuto da ridire! Meglio che la interrompa, altrimenti facciamo notte…) Hai il cellulare spento!
- (Davvero? Si sarà scaricato prima con Luca… abbiamo parlato per più di un'ora… devo metterlo sotto carica…) Sarà scarico… non me ne sono accorta.
- (Sì, figurati! L'avrai scaricato spettegolando con la tua amica Sara…) Non c'è problema.
- (Eccolo lì! Quel tono accondiscendente che odio!) Come stai?
- (Sta cambiando argomento… come volevasi dimostrare!) Tutto bene. Anche se oggi al lavoro è stata una giornata pesante.
- (Ma sentilo! Neanche lavorasse in miniera! Si vede che oggi c'è stato un flusso anomalo di bollettini nella sua banca…) Davvero? I soliti scansafatiche?
- (È chiaro che lei non si rende conto della situazione) Sì, come sempre devo accollarmi il lavoro di altre persone. Senza avere in cambio nemmeno un grazie. E poi quelli sono i primi a fare carriera! Ma lasciamo stare, tu non hai nessuna voglia di ascoltare le mie beghe bancarie…
- (Bla, bla bla! Si lamenta di continuo perché non mi interesso del suo lavoro! Ma quando lo faccio, lui mi tratta come se fossi scema! Come se non potessi capire i suoi paroloni!) Guarda che se vuoi parlarmene…
- (Figuriamoci! Lo dice solo per farmi contento…) No, no. Lasciamo stare. Dimmi di te. Tutto bene al negozio?
- (Ma sentilo! Ogni volta che dice 'negozio', usa quel tono sarcastico…) Sì, tutto tranquillo.
- (Ci credo! Cosa vuoi che succeda di interessante in un negozio di bottoni?) Nessuna richiesta stravagante?
- (Mi fa una rabbia! Si capisce benissimo che non gliene frega niente!) No, niente di particolare. A parte una signora che chiedeva dei bottoni di madreperla arancione…
- (Questa sì che è un'emergenza!) Ah! E tu l'hai accontentata?
- (Idiota! La madreperla non è arancione!) Alla fine sono riuscita a trovare qualcosa che le piacesse.
- (Tipo dei bottoni arancioni? Non capisco il problema!) Ne ero certo…
- (Sì, come no! Non sa nemmeno di cosa sto parlando! Tempo fa gli ho nominato la 'tela cammello' e ha riso per una settimana! Lui odia il suo lavoro e non sopporta che io invece ami il mio!) Cosa fai stasera?
- (Sì, sì, cambia pure argomento… lo sai anche tu che il tuo lavoro non riesce a riempire mezza conversazione!) Niente di che. Faccio un salto al pub con Lorenzo. Poi vediamo…
- (Ti pareva! Lorenzo… il ragazzo più scemo del villaggio! E non si spreca neppure ad invitarmi… non che ci andrei, ma almeno la cortesia…) Vi vedete là o passa a prenderti?
- (Figurarsi se non mi faceva la solita domandina! Ora la spiazzo!) Passa lui tra una mezz'ora. Anche per questo ti chiamavo… volevo chiederti se vuoi unirti a noi…
- (Sì! Come no! Io, lui e Lorenzo! Così finisce che loro due si divertono e io sembro il terzo incomodo!) Uh, ti ringrazio per l'offerta, ma stasera sono a pezzi. Magari la prossima volta.
- (Sì, "sono a pezzi"… sarà stata la ricerca dei bottoni arancioni! Fammi insistere un attimo… tanto per farla contenta…) Sei sicura? Non facciamo tardi.
- (Non è quello il punto! Luca ha detto che mi richiama tra un'oretta e se sono al pub non sento niente…) Sì, davvero. Sono sicura. Andate voi due.
- (Vabbè, io la mia parte l'ho fatta. Non ho certo voglia di stare qui a supplicarla) Ok. Allora ci sentiamo domani.
- (Sì, bravo! Esci con il tuo amico demente! Ci sentiamo domani!) Va bene. A domani!
- (Non vede l'ora di sbarazzarsi di me, eh? Meno male che è a casa, altrimenti mi verrebbero dei dubbi…) Siamo sempre d'accordo per il weekend, vero?
- (Cavolo! Il weekend al lago dai suoi! L'avevo rimosso! Ma ormai è tardi per disdire…) Sì! Certo! Siamo d'accordo!
- (Ci mancherebbe! Lo stiamo organizzando da giorni!) Perfetto!
- (Perfetto un accidente! Sarà una palla pazzesca!) Buona serata!
- (Magari! Chissà se al pub c'è quella nuova tipa che conosce Lory…) Grazie! A domani!
- (…ora che ci penso, devo chiamare Sara per chiederle se domani pranziamo insieme…) A domani! Ciao!
- (… mi pare si chiami Roberta… o forse Romina…) Ciao! 'notte!
- (…le devo assolutamente chiedere di quel tale con cui è uscita sabato scorso…) 'notte!
- (…sono quasi sicuro che sia Roberta…) Ti amo.
- (…chissà se ci ha combinato qualcosa…) Ti amo anch'io.

lunedì 9 aprile 2007

SPIRITO DI ADATTAMENTO

Esiste forse qualcosa di meglio di un paio di scarpe color malva? Ne dubito...

Se poi hanno un tacco di 9 centimetri e un bel fiocco...


Aggiungeteci un paio di calze color mirtillo (così almeno dice l'etichetta), rasentiamo pericolosamente la perfezione.




Certo che se poi decidete di fare due passi in campagna... quelle scarpe bellissime non sono certo il massimo della comodità.

Però l'importante, come sempre, è sapersi adattare. Ovvero accessoriarsi nel modo più conveniente per ogni evenienza della vita.


Compresa una gita nei campi...

domenica 8 aprile 2007

LA STRADA DEL COMPROMESSO


Ogni compromesso è un'autostrada a cinque corsie che ci attraversa l'anima

- L'opera struggente di un formidabile genio, Dave Eggers -

giovedì 5 aprile 2007

IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE


C'è una luce strana negli occhi di Agata. Quando mi sussurra "Devo dirti una cosa", ho idea che preferirebbe sottoporsi a una colonscopia piuttosto che aprire di nuovo la bocca.
Speriamo che almeno sia una buona notizia. Ma per non sbagliare, sono pronta al peggio.
"Forse è meglio se ti siedi" aggiunge.
Non mi ero accorta di essere rimasta lì impalata, nel bel mezzo del suo salotto. Mi adagio cauta su una poltrona, che però mi risulta scomoda. Inspiegabilmente bitorzoluta.
"Sono pronta!" esclamo spavalda. E ci aggiungo un sorriso smagliante, nel tentativo di rendere convincente la mia postura rigida e dolorante.
Agata si siede di fronte a me. Altrettanto impacciata, quasi fosse un'ospite nella sua stessa casa. Con gli occhi sfugge al mio sguardo e cerca qualcosa. Sembra che abbia perso un orecchino tra le pieghe del divano, anche se io temo che stia mettendo insieme le parole adatte. Ma come dicevo, sono pronta al peggio.
"Senti…" balbetta senza sollevare lo sguardo "…io vado subito al dunque…ok?"
"Ok" ripeto, ostentando prontezza di spirito. Una prontezza fasulla. Che in realtà camuffa un nervosismo subdolo.
"Da quanto tempo è che non vedi Giacomo?". Agata me lo chiede tutto d'un fiato e a velocità doppia del normale.
Cominciamo bene… l'argomento delle grandi occasioni!
"Non lo so" dico scuotendo la testa. Ma vedo che Agata necessita di una risposta più precisa, quindi aggiungo: "Sarà un anno. Forse più…". Seppure malvolentieri, mi sforzo di ricordare l'ultima volta che l'ho visto. Rifletto per qualche secondo, mentre gli occhi della mia amica mi scrutano in modo spiacevole. C'è un silenzio fastidioso, che interrompo con qualche mugugno. "All'incirca un anno… più o meno". Non riesco a pensare. E soprattutto non riesco a domandarle: 'Perché me lo chiedi?'
"Quindi non sai niente di lui…" mi butta lì.
Non so niente di lui? Ma come si permette? Io so cosa ama e cosa odia. So qual è il suo cibo preferito, so quale musica ascolta, so quali film vede, so dove gli piace essere baciato, so quale profumo usa e so cosa gli piace farmi… io so tutto! Ma so anche cosa intende Agata… non vedo Giacomo da più di un anno e non gli parlo da molto più tempo…
"No, non so niente" ammetto a malincuore. Ma ancora non riesco a chiederle 'Perché?'.
"Si è trasferito" mi dice abbassando il tono, come se fosse un piccolo sporco segreto.
Trasferito? Come sarebbe 'trasferito'? Giacomo adora questo paese! Il solo fatto di andare a lavorare a una cinquantina di chilometri da qui lo rende insofferente. Lui ama questo posto! Se penso a quante volte abbiamo litigato… perché io invece ho sempre desiderato andarmene via…
"Trasferito dove?" chiedo terrorizzata.
"In Germania" mi comunica Agata. E nel dirlo si dimena sui cuscini, come se bruciassero.
In Germania? Com'è possibile? Se n'è andato in un paese straniero? Giacomo? Il ragazzo più nazionalista che io abbia mai conosciuto? Ho un sospetto feroce, che non riesco ad esprimere a parole…
"Ah…" dico.
"È andato a vivere là da più di un anno…". Poi aggiunge: "Ci è andato con quella ragazza…". Nemmeno Agata riesce a dire il suo nome. "Sai, quella tipa odiosa…" prosegue, "…hai presente, no?"
Eccolo lì. Il mio sospetto in carne ed ossa. E meno male che ero pronta al peggio!
"Ah, ah…" dico. "Sì, ho presente".
"Vivono insieme" ribadisce la mia amica. Per essere sicura che io abbia capito la situazione. Per non generare malintesi.
Vivono insieme. Mi sembra un film di fantascienza. Giacomo si è sempre rifiutato di considerare questa possibilità, quando stava con me. Lo considerava "poco pratico".
"Buon per loro!" esclamo. Non riesco a dire niente di meno stupido.
"Non è tutto…" soggiunge Agata.
Oddio! Non è tutto? La mia sopportazione ha un limite e qui ci siamo davvero vicini. Cosa può esserci di peggio? Cos'altro c'è?
"Cos'altro c'è?" chiedo con un tono più stizzito di quello che avrei dovuto usare.
Agata ha uno sguardo dolce. So che vorrebbe abbracciarmi e dirmi che Giacomo è uno stronzo e che non mi merita. E che lei, l'innominabile, è solo una poveraccia che chissà come l'ha irretito e costretto a seguirla. E che andrà tutto bene. Ma prima… prima deve affondare l'ultimo colpo…
"Hanno appena avuto un bambino" dice. Poi si alza e mi raggiunge.
Un bambino? Hanno avuto un bambino. Io e Giacomo ne abbiamo parlato una volta. Lui mi ha riso in faccia. L'ipotesi era "fuori discussione". Ha detto proprio così: fuori discussione.
Chiudo gli occhi e cerco di non piangere. Sento un ronzio nella testa e poi l'abbraccio profumato di Agata. Mi dice che non ne vale la pena. Ma io non la ascolto.

lunedì 2 aprile 2007

UN FILTRO SUL MONDO


Quando sono qui sui monti, il mio umore riceve un benefico influsso. Dipenderà dalle tende???
Forse non del tutto, ma però aiutano. Perchè anche quando fuori piove (come oggi), io riesco sempre a guardare il mondo attraverso un "filtro" ricamato, pieno di fiori e di farfalle... quindi non è mai una brutta giornata.
Comodo, no?

domenica 1 aprile 2007

IL PICCOLO CHIMICO


Un libro è il detonatore che serve per far reagire la gente

- Libri da ardere, Amélie Nothomb -