lunedì 27 ottobre 2008

IL ROSA

Eccolo lì. Seduto in quel modo insopportabile. Impettito. Irritante.
Si è pure messo la cravatta. Dev'essere un'occasione importante... qualcosa che mi sfugge. Non è il mio compleanno, e nemmeno il suo. Natale è ancora lontano.
Sì, c'è qualcosa che mi sfugge. E questa sensazione è... irritante. Di nuovo. Non trovo un sinonimo.
Devo solo varcare la soglia e affrontarlo. Chiedergli il motivo di questo insensato appuntamento infrasettimanale. In un ristorante tailandese. Ma da quand'è che siamo diventati amanti del tailandese? Non vedo i nessi.
Sono due settimane che me la mena con questa storia. L'appuntamento di giovedì, mi raccomando. Lo ripete ad oltranza. Una filastrocca infernale. E oggi è giovedì. E lui è lì seduto che mi aspetta. Devo solo entrare. Ora lo faccio. Ora attraverso la strada e entro nel ristorante.
Magari aspetto ancora un minuto.

Se solo sapessi perché sono qui, di giovedì sera... aiuterebbe moltissimo. Questa situazione è irritante. L'ho già detto?
Lui si aggiusta sulla sedia, poi liscia la tovaglia, sposta un bicchiere, si guarda intorno. È nervoso. Ma perché? Non è mica la prima volta che ceniamo insieme... quella sì che è stata memorabile! Cos'era? Gennaio? Sì, credo fosse gennaio. Ristorante giapponese. Pessima scelta. Quando sono entrata, lui mi è praticamente corso incontro. Abbracciandomi. Sembravano anni che non ci vedevamo... invece era stato solo il giorno prima. E se non sbaglio, è stata proprio quella stessa sera che ha cominciato a chiamarmi 'pasticcino'. Irritante, vero? Avrei dovuto prenderlo come un segno!
Invece, eccomi qua. A spiare il mio ragazzo dalle vetrate di un ristorante tailandese. Di giovedì sera. Senza avere la più pallida idea del perché. Non è più che sufficiente vedersi nel fine settimana, dico io? Cos'è questa novità? No, secondo me c'è qualcosa sotto. Qualcosa che non mi riesce di inquadrare.
Magari aspetto ancora un minuto. E colgo qualche altro indizio.

Lui sembra una statua di cera, seduta composta in un ristorante tailandese. Da diverso tempo ormai è praticamente immobile. Qualche volta fa così anche davanti alla televisione. Si mummifica per ore. Sbattere le ciglia ogni tanto è il suo unico movimento. "Sei vivo o morto?" gli chiedo, sventolandogli una mano davanti alla faccia. "Sei cattiva" risponde sempre lui.
Ah, ecco un'altra cosa che definirei irritante. Se non avessi già abusato del termine. La sua frase preferita su di me è: "Sei cattiva". La ripete quando faccio una battuta o lo prendo in giro per qualcosa. Tipo quando si imbalsama sul divano, davanti alla tivù. "Sei cattiva" dice. E per farlo, usa una voce da bambinetto infelice e maltrattato. Sei cattiva, sei cattiva...
Si muove! Lui si sta muovendo! Si piega verso terra e solleva qualcosa. Una valigetta? Una borsa? Una scatola? Mi sposto un po' per vedere meglio. Sembra una borsa. Si guarda attorno e poi la apre. Dentro c'è un pacco. Un pacco regalo. Si guarda attorno e poi lo mette dalla mia parte del tavolo. Ce l'avrei davanti alla faccia, se fossi seduta lì con lui. E invece sono qui, fuori. Che guardo dentro il ristorante tailandese. E che sto per vomitare. La strada è piena di gente. So che l'ho già detto, ma questa situazione è... irritante. Molto, MOLTO irritante.

Qual è il problema? Il problema è che il pacco regalo è rosa. Una bella carta rosa con un bel fioccone rosa. Stessa tonalità. E io detesto il rosa. Qualche mese fa, ha provato a regalarmi un maglioncino rosa per il mio compleanno. Per poco non lo scannavo! "Io odio il rosa!" ho gridato inorridita. Sei cattiva... ha frignato lui. Già, le ragazze cattive odiano il rosa, a quanto pare.
Ed eccolo lì. Di nuovo seduto composto, dopo aver collocato il pacco regalo. In un ristorante tailandese, di giovedì. Per ragioni a me ignote. E quel pacco è rosa! Di un rosa talmente rosa da stare male. Un rosa violento. Sfacciato. Sì, irritante.
Ora attraverso la strada e entro. Devo solo varcare la soglia, non è difficile. Finalmente capirò che cosa ci faccio qui. Lui non vede l'ora di dirmelo, lo so. Entrerò, lui mi abbraccerà. Ciao pasticcino. Io sorriderò, mi siederò al tavolo. E avrò quell'enorme pacco rosa davanti alla faccia. Farà male, forse. Ma di sicuro dentro non ci sarà niente di rosa. Il rosa è tutto fuori, dentro sarà diverso. Perché io odio il rosa. E poi, finalmente, mi sarà tutto chiaro.
È deciso. Ora attraverso la strada e entro. Controllo solo chi mi ha appena mandato un sms e poi entro. La situazione è irritante, ma io devo per forza entrare. Se voglio capirci qualcosa.

Il messaggio è di Stella.
HAPPY HOUR AL 20?
Dice solo così.
Io me ne vado.

domenica 26 ottobre 2008

IN THE padova BEDROOM


BUONI E CATTIVI


Il mondo, a quanto pare, si divide in buoni e cattivi. I buoni dormono meglio, ma i cattivi a quanto pare da svegli si divertono di più

- Effetti collaterali, W. Allen -

domenica 19 ottobre 2008

DUE DOLLARI


Teniamo sempre presente il fatto che è più facile spendere due dollari che risparmiarne uno

- Citarsi addosso, Woody Allen -

domenica 12 ottobre 2008

COSA C'E' SOTTO...???


-Vedi quell'edificio? E' la biblioteca. Se vuoi
prendere a prestito un libro, basta che tu vada là dentro e dica quale vuoi, e
loro te lo lasciano portare a casa!
-Gratis?
-Assolutamente gratis!
-Viene da chiedersi cosa ci sia sotto!

- Vita da cani, Charlie Brown, C.M. Schulz -

domenica 5 ottobre 2008

PICCOLE DONNE


-Tu non credi alla storia del grande cocomero? Sono deluso! Credevo che le bambine piccole credessero sempre a tutto ciò che si racconta loro. Credevo che le bambine piccole fossero innocenti e fiduciose...
-Benvenuto nel 1967!

- Coraggio, Charlie Brown! , C.M. Schulz -