giovedì 10 gennaio 2008
L'UOMO CONGELATO
¨ "Freddo nell'anima" di Joe R. Lansdale (Fanucci Editore, 2007)
Io l'ho letto perché… adoro Lansdale. Credo di averlo già detto, qui o altrove. Amo ogni parola, ogni virgola di questo autore texano che ambienta tutte le sue storie nella terra in cui è nato e cresciuto. E nonostante questo, ogni volta ti stupisce con nuove trame paludose e umidicce. I suoi libri fanno sudare freddo, perché ti avvolgono come una nebbia impenetrabile che si incolla alla pelle e attira gli insetti più fastidiosi.
Voi leggetelo perché… queste 200 pagine vi sembreranno 20, da come scorrono via rapide. Amerete ogni singolo stravagante personaggio, amerete l'ambientazione grottesca, amerete i sentimenti estremi, amerete la trama mostruosa. Amerete tutto. Vi sorprenderà il drammatico inizio e ancora di più vi sorprenderà l'inaspettato finale. E se il buongiorno si vede dal mattino, ecco le prime tre righe di "Freddo nell'anima": "Bill Roberts decise di rapinare la bancarella dei fuochi artificiali, dato che non aveva lavoro, era al verde e sua madre era morta e liofilizzata in camera da letto".
Oppure NON leggetelo, ma solo E SOLTANTO nel caso in cui… proprio non tolleriate la letteratura del sud degli Stati Uniti. Quella piena zeppa di paludi infernali, animali pericolosi, scherzi di natura, perdenti nati, donne spietate, panorami malsani e cattive intenzioni. Se detestate i romanzi che impregnano gli occhi di disperazione e lasciano un residuo attaccaticcio sulle dita delle mani, allora questo libro non fa per voi.
Poche righe di trama… Bill è uno scansafatiche che vive con la pensione della madre defunta, di cui non ha denunciato il decesso. Rimasto a secco di liquidi, decide di rapinare un ambulante, insieme ai suoi compari, Chaplin e Cicciobomba. Ma il colpo va storto. I tre fuggono in macchina. Ma hanno un incidente e uno dei tre ci resta secco. Bill e l'amico superstite scappano nelle paludi, ma solo Bill sopravvive ai serpenti e alle pistolettate del poliziotto inseguitore. Stremato dalla fuga e sfigurato dalla reazione allergica alle punture di zanzara, il nostro eroe si trascina fino a una radura, dove viene soccorso da Frost. Quando si riprende, scopre di essere capitato in una carovana itinerante di freaks… Conrad l'uomo-cane, Synora la donna barbuta, i nanetti, i gemelli siamesi, le Teste a Punta e le Teste a Cocomero, e infine l'attrazione principale: Ice-Man, un uomo perfettamente conservato nel ghiaccio, una sorta di Messia Congelato. Il capo della carovana è Frost, un albino a cui spunta una terza mano sul petto. Bill afferra al volo l'occasione di sfuggire alla giustizia e si unisce alla comitiva. Con il tempo, Frost lo prende in simpatia e gli assegna responsabilità sempre maggiori. Potrebbe essere un'opportunità di redenzione per Bill ("Prima di conoscere Frost, era stato convinto di essere fatto a modo suo, senza tante sfaccettature. Il Bene e il Male non erano reali, erano solo parole. Adesso gli sembrava di aver visto la luce e non gli dispiaceva"), ma ci pensa una donna a rovinare tutto. Gidget è la moglie di Frost e, insieme a Bill, è l'unica "normale" dell'intera combriccola. I due intraprendono una sordida relazione ("Caro, tu sei importante. Mi piaci. Sei un tipo da quattro soldi, poco sveglio, e forse marcio dentro come me. Ci meritiamo l'un l'altro"), ma a Gidget non basta… lei ha ambizioni più alte. E saranno guai per tutti.
In conclusione… Lansdale ci accompagna per mano in un mondo parallelo, dove ciò che conosci da sempre si tramuta in qualcosa di spaventoso. Dove anche il panorama grida disperazione: "il sole scese verso occidente nel Sabine, un tantino riluttante, manco rischiasse di affogarci dentro, lanciando colori come se fossero grida di soccorso". In "Freddo nell'anima" veniamo sopraffatti dall'orrore per la normalità, perché sono le persone "normali" quelle più crudeli e malvagie. La naturale diffidenza verso la "diversità" viene superata e la percezione della realtà si ribalta. "Non era mai stato amico del lavoro, ma anche nei momenti di massima sfiga non aveva mai preso in considerazione un impiego accanto a un uomo-cane, una donna barbuta, una compilation di teste bacate e un tipo simpatico con una mano che gli cresceva dalla tetta. Non s'era mai considerato su uno scalino elevato della catena alimentare, ma s'era sempre sentito superiore a quel livello, e scoprire che si era sbagliato fu fonte di una certa preoccupazione".
Può bastare?
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