lunedì 28 maggio 2007

ZUPPA


Avete presente quando piove e voi non avete l'ombrello?
Ma non vi potete fermare sotto una tettoia, perché avete un impegno. E allora correte sotto l'acqua, veloci quanto ve lo consentono i tacchi che avete indossato quella mattina. Finché i capelli non vi si spalmano sulla faccia. Finché i vestiti non vi si appiccicano addosso. Finché le scarpe non cambiano forma e colore. Finché non vi sentite più pesanti. E allora rallentate, poco alla volta. E alla fine vi rimettete a camminare, come se niente fosse. Come se attorno a voi non stesse diluviando. Come se non sentiste freddo. Avete presente quando succede? Avete preso così tanta acqua che non vale più la pena correre. Sprecare energie. Affannarsi. Avete presente?
Ecco. Io mi sento così. Ho raggiunto la saturazione. Sono zuppa. Ma non di pioggia. E non ho alcuna voglia di agitarmi. Se potessi, starei ferma immobile tutto il tempo. Magari seduta su una panchina, ad osservare gli altri. Fregandomene del giorno e della notte. Del caldo e del freddo. Della pioggia e del sole.
Sara dice che il mio problema è la mancanza di un lavoro fisso. Ma non è vero. A me piace lavorare al centralino della radio. E non mi importa che sia un lavoro a tempo determinato. È proprio l'ultimo dei miei crucci. Ma Sara ne è convinta e continua a mandare curriculum a mio nome. Almeno una volta o due a settimana, qualcuno mi chiama sul cellulare per fissarmi un colloquio. All'inizio spiegavo che era tutto uno scherzo di una mia amica. Ma le persone se la prendevano a male. Adesso ho imparato a dire che sono appena stata assunta da un'altra società. Raramente chi sta dall'altra parte è interessato ai dettagli della mia presunta assunzione. In questo modo è più semplice per tutti.
Lavorando al telefono si diventa piuttosto bravi a mentire…
Mia sorella Carla dice che il mio problema è la mancanza di un fidanzato fisso. Ma non è vero. A me piace prendere in prestito i fidanzati delle altre, quando ce n'è bisogno. Preferisco così. Mi piace sapere che non resteranno a dormire da me. Mi piace sapere che non mi porteranno a cena dai parenti per le feste di Natale. Ma mia sorella ne è convinta e continua a presentarmi suoi amici. Oppure amici del suo ragazzo, Federico. Io non ne posso più di fare sciocche uscite a quattro con tizi di cui non mi frega un accidente. Ma per non fare dispiacere a mia sorella, una volta ogni tanto le do un piccolo contentino. E accetto di uscire con uno dei suoi candidati. Ma ovviamente tra di noi non funziona mai.
Essendo single si tende a diventare piuttosto esigenti in materia di uomini…
Il mio amico Stefano dice che il mio problema è che non mi vesto in modo abbastanza sexy. Ma non è vero. Io ho il mio stile personale, che mi fa sentire a mio agio. E chi se ne frega se non metto le gonne corte, le camicie scollate oppure i tacchi a spillo. Non è la fine del mondo. A me piacciono i pantaloni comodi e le maglie abbondanti. Le ballerine. Ho trentadue anni e questo è il mio modo di vestire. Ne sono certa. E ormai sono troppo vecchia per cambiarlo radicalmente. Ma Stefano ne è convinto e continua a portarmi a fare acquisti in negozi in cui io non metterei neppure piede. Quando protesto, lui finge di accettare la cosa. Salvo poi comprarmi di sua iniziativa magliettine striminzite e pantaloncini indecenti. Ho tentato più volte di rifiutare i suoi regali, ma per tutta risposta lui mi metteva il muso per settimane. Così adesso li accetto e poi giro tutto a mia sorella. Tanto abbiamo la stessa taglia. E lo stile sexy è decisamente nelle sue corde, più che nelle mie. E per fortuna Stefano ha una pessima memoria, in fatto di shopping.
Avendo una forte personalità risulta piuttosto complicato cambiare idea…
Mia madre dice che il mio problema è che non sono sposata. Ma non è vero. Lei si è sposata giovanissima e crede che questa sia la soluzione a tutti i mali dell'umanità. Però io parlo spesso con le mie amiche maritate e non mi danno l'impressione di divertirsi un granché. Hanno un mucchio di problemi che io non mi sogno neppure e che di certo non gli invidio. Tipo il mutuo quarantennale. La spesa del sabato mattina. E montagne di camicie da stirare. Ma mia madre ne è convinta e non perde occasione per tessermi le lodi della vita matrimoniale. Ok, forse ci sono pure un paio di vantaggi. Come dividere le spese a metà. Come avere sempre qualcuno che ti aspetta a casa. Come avere a portata di mano chi ti apre i barattoli troppo ostinati. Però, io non la sento proprio l'urgenza di 'sistemarmi'. E poi, a dirla tutta, il matrimonio non mi pare una gran pacchia. Chiedetelo alle mie amiche, se non ci credete.
Avendo avuto un coinquilino maschio per due anni, anche l'idea della convivenza ha perso parecchio del suo fascino…
No, nessuno di loro ha centrato il punto.
Avete presente quello che vi dicevo sulla pioggia? Sulla saturazione e sull'affannarsi senza ragione? Ecco.

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