sabato 9 febbraio 2008

DI 28 CE N'E' UNO


Odio febbraio.
Lo odio per diversi motivi.
Motivi personali e discutibili. Ma chi se ne importa. Sono i miei motivi e mi piacciono così: personali e discutibili.
Odio febbraio perché non ha più in sé il gelido rigore invernale di gennaio, ma non ha ancora il croccante tepore primaverile di marzo. È un mese indeciso, intermedio. Instabile e inodore. Inutile.
Odio febbraio. Perché ho i miei motivi. E potrebbero non piacervi, ma nessuno vi chiederà di ascoltarli. E se voi lo amate, nessuno cercherà di favi cambiare idea.
Odio febbraio perché non si capisce mai quanto è lungo. È un mese dalla lunghezza variabile. Da piccoli ci insegnano la filastrocca "30 giorni a novembre… bla bla bla… di 28 ce n'è uno, tutti gli altri ne han 31". Avete presente? Bè, ogni tanto, quando meno ve lo aspettate, il corto febbraio si permette di cambiare. E si aggiunge un giorno. Così, per far tornare i conti a livello globale. Perciò, non si sa mai cosa aspettarsi da febbraio. Ne avrà 28 di giorni? Oppure 29? Durerà di più o di meno? Dovrò strappare un'inutile pagina dalla mia agenda giornaliera oppure no?
Quest'anno, per la cronaca, di giorni ce ne saranno 29. I conti altrimenti non tornavano. Quindi stavolta la filastrocca non vale. Fatevene una ragione.
Odio febbraio. Perché ho delle ottime ragioni. Ragioni che potranno sembrarvi futili e immotivate, ma non avete ancora letto il meglio.
Odio febbraio perché nei negozi l'angolo dei saldi si ridimensiona sempre di più, fino a scomparire. Ormai nelle vetrine ci sono già gli articoli primaverili, che fanno venire i brividi di freddo solo a vederli, tanto sono leggeri. E all'interno dei negozi si trova solo una squallida manciata di capi invernali ancora in saldo, relegati in un cantuccio… stropicciati e sformati. Spesso manca un bottone. O c'è un piccolo strappo. Oppure le scarpe non hanno più la loro scatola, ormai troppo consunta per contenerle. Quei capi fanno una gran tristezza, anche se fino all'altro giorno, quando ancora erano stirati e lucidati nelle vetrine parevano così… invitanti, attraenti… alla moda.
Odio febbraio. Perché ho le mie ragioni. E potrebbero farvi sorridere, ma anche no. Mi piace credere che queste mie ragioni possano essere condivise.
Odio febbraio perché nel bel mezzo del mese ci hanno infilato San Valentino. E sono sicura che il povero signor Valentino, ai tempi suoi, non si aspettava di diventare un santo. Ma ancora peggio. Sono del tutto convinta che mai e poi mai si sarebbe immaginato di diventare il paladino dei biglietti sdolcinati, delle scatole di cioccolatini a forma di cuore e degli orsetti con scritte idiote sul davanti. Potrei scommetterci un braccio. Così adesso il buon (san) Valentino è costretto a rivoltarsi nella tomba, vedendo il suo nome sfruttato e dileggiato. Usato a sproposito da tutti quelli che hanno bisogno di una data precisa per celebrare l'amore. Sì, perché tra tutte le feste che l'homo consumisticus ha inflitto al pianeta Terra, nessuna è più insensata del 14 febbraio.
Odio febbraio. Perché sì. Mi dispiace avervi dato l'impressione di volerne discutere democraticamente. Non era mia intenzione.
Odio febbraio perché ad un certo punto, tra San Valentino e la sua variabile fine, arriva il 16. E per quanto io mi sforzi di dimenticarlo, quello è il giorno più infelice che esista al mondo. O almeno nel mio mondo.
Quindi, per farvela breve, odio febbraio. Odio ognuno dei suoi 28 (oppure 29) maledetti giorni.

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