giovedì 22 novembre 2007

C'ERA UNA VOLTA...


C'era una volta una ragazza che amava i libri, forse più di me. Ne comprava a quintali e li leggeva tutti. Non solo romanzi. Ma libri di storia, filosofia, sociologia e scienze. A seconda dell'umore, diceva. Appena era uscito il mio libro, lei era corsa a ordinarlo nella sua libreria di fiducia. Poi mi aveva chiamata: "Non puoi capire che soddisfazione, quando ho detto il tuo nome al tipo del negozio!" mi aveva urlato. Era quasi più entusiasta di me. Uno dei miei racconti parlava di noi due… un episodio di tanti anni prima… abbastanza lontano da ironizzarci sopra. All'epoca un ragazzo mi stava spezzando il cuore e lei aveva cercato di proteggermi con tutte le sue forze. Non ci era riuscita, ovviamente.

C'era una volta una ragazza che amava il cinema. In modo diverso da come lo amo io. A me piacciono gli extra nei dvd, dove ti svelano i retroscena e le curiosità. Lei li trovava inutili. Lei amava i classici. E si faceva consigliare sulle nuove uscite. Teneva un milione di film, chiusi in un armadio del salotto. Quando andavo da lei, apriva le ante dell'armadio e mi leggeva i titoli uno ad uno. Io dicevo: no, no, no, no… Andava avanti finché non dicevo sì. Allora faceva partire il film… e andava a finire che parlavamo per tutto il tempo! Ma più di tutto, ci piaceva guardare i filmacci di serie C, commentando ogni scena ad alta voce. "NO! Non scendere le scale!" urlavamo verso lo schermo! Ma gli attori non ci ascoltavano mai! E finiva sempre male (per loro)! Ogni inverno guardavamo "Bufera in paradiso" e ridevamo come pazze.

C'era una volta una ragazza che amava i cosmetici, il gelato, i gatti, i profumi, gli orologi, i fiori, il caffé, il bianco, gli orecchini, l'inverno, l'opera, i dibattiti politici, i pittori impressionisti e gli uomini sbagliati. Le piaceva la coca cola con la pizza. Non beveva alcolici. Fumava. Aveva una risata splendidamente contagiosa. Non concedeva la sua fiducia con facilità, ma se decideva di amarti… lo faceva per la vita. Profumava sempre di buono e per salutarti ti stringeva forte. Indossava sempre calzini colorati. Mi mandava messaggi assurdi ad orari improbabili. Mi faceva ridere. Era l'unica persona davanti alla quale riuscivo a piangere.

C'era una volta una ragazza. Ma questa non è una favola. Non c'è lieto fine.

Oggi quella ragazza avrebbe compiuto trentanove anni. E lo avrebbe odiato. Ma alla fine, ci saremmo fatte una bella risata. Chissenefrega, avremmo detto! E ci saremmo messe a parlare d'altro.
Ma questa non è una favola.

2 commenti:

Nancy ha detto...

Te lo già detto che mi dispiace?!

miss Giorgia ha detto...

Sì, me l'hai già detto. Ma è confortante sentirtelo ripetere, ogni tanto. Io cerco solo di non pensarci, ma... certi giorni è obiettivamente impossibile. Un bacio