mercoledì 27 giugno 2007

UNO DI QUEI GIORNI


Ci sono giorni in cui vorresti la mente sgombra da ogni pensiero. Giorni in cui hai bisogno di pace mentale. Di solito è in uno di quei giorni che tua madre decide di telefonare all'alba. Scoprendo che a casa tua ha dormito qualcun'altro, oltre a te. Perché lui era ancora mezzo addormentato, convinto di essere nel suo letto… e ha pensato bene di rispondere al telefono. Il tuo telefono. E… "Cazzo, è tua madre!" sono le prime parole che senti. E… "Ti prego, dimmi che sto sognando" è il tuo primo pensiero del mattino. Ma non ha niente a che vedere con il solito incubo sulla tua prof di matematica del liceo.
Ecco. Oggi è uno di quei giorni.
Mi sono dovuta fare una doccia più lunga del solito. Per lavare via tutte quelle parole dalla pelle… non sapevo avessi un fidanzato… quand'è che lo presenti a me e a tuo padre?… come mai siamo sempre gli ultimi a sapere le cose?… Ma così facendo, ho accumulato un ritardo clamoroso. Nell'agitazione mi sono pure messa una maglietta che non mi piace. E sono uscita senza fare colazione. Mantenendo comunque un ritardo feroce.
Perché oggi è uno di quei giorni.
Uno di quelli che se comincia male, poi non c'è verso che migliori strada facendo. Infatti, con la maglietta sbagliata e i capelli ancora bagnati, ho deciso che prendere la bicicletta mi avrebbe fatto risparmiare del tempo. La bicicletta invece della metropolitana… capite il controsenso? Ho messo la borsa a tracolla e poi ho incrociato le dita. Affinché il quaderno con gli appunti fosse lì dentro (e non sulla sedia della scrivania, sotto una montagna di vestiti da stirare). Affinché il cellulare gli stesse facendo buona compagnia (e non fosse ancora in carica sul ripiano della cucina). Affinché i semafori non fossero tutti rossi (come loro abitudine quando hai premura). Per scaramanzia mi sono messa pure a canticchiare una canzone dei Radiohead. Meglio non lasciare nulla di intentato.
Non si può mai dire cosa può capitarti in uno di quei giorni.
E per un attimo ho anche pensato di essermi sbagliata. Forse, dopotutto, non era una giornata così orribile. Temperatura mite. Strade sgombre. Semafori clementi. Forse la telefonata di mia madre mi aveva ingiustamente sviata. Forse era una buona giornata e io non riuscivo a vederla. Mi è pure scappato un sorriso, ad un certo punto della pedalata. Fidanzato? Ma quale fidanzato, mamma?! È solo un amico che si è fermato a dormire sul divano… dopo una serata a studiare insieme! Sì, le avrei detto così. Poteva funzionare. E tra un pensiero e l'altro ero anche arrivata a destinazione. Niente più ritardo. Anzi, forse riuscivo pure a prendere un caffé al volo.
La bellezza di uno di quei giorni è che ti stupiscono di continuo.
Il guaio è che a volte lo fanno per i motivi sbagliati. Tipo oggi. Che credevo di essere in anticipo per la lezione e invece avevo dimenticato la catena per legare la bicicletta. E adesso che faccio? Non la posso lasciare qui così! La mia colazione è sfumata mentre cercavo un angolo buio e nascosto dove infrattare la bicicletta. E poi correvo come una pazza versa l'aula N01. Con quel tanto di ritardo, sufficiente per farmi insultare dall'assistente.
Perché oggi è uno di quei giorni che non si sa mai.
Se il tipo ha le palle girate, magari non mi lascia neppure entrare in aula. Gliel'ho già visto fare altre volte. Oppure se la prende con la mia orribile maglietta perché la trova poco consona all'università. E mi punzecchia durante tutta la lezione. Ha già fatto anche questo. O ancora mi prende di mira per qualche altro motivo. Assillandomi di domande cui non so rispondere. Tutto è possibile.
Oggi è uno di quei giorni, non dimentichiamolo.
Entro da una delle porte laterali. Rapida e silenziosa. Pronta a sgusciare nel primo posto libero, senza dare nell'occhio. Ma non è necessario. Perchè… lui non c'è. Non solo. Non ci sono neppure gli studenti. Solo alcuni ragazzi che si accordano per una partita di calcetto. Scusate, non 'è lezione? No, mi dicono, non hai visto l'avviso sulla porta? Ovviamente no. Ma alla fine non sono neanche sorpresa. È in linea con questa giornata. Con uno di quei giorni in cui non vorresti pensare a nulla.

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