venerdì 16 febbraio 2007
GLI ORECCHINI
Era il 1989. Forse era il giorno di Pasqua, ma questo non è importante.
Quel giorno del 1989, una ragazzina di quindici anni si era addobbata per la festa. Un vestito nuovo, le sue prime scarpe blu con il tacco. E un paio di orecchini bellissimi. Scintillanti di bigiotteria. Pesanti da strappare le orecchie.
Quel giorno del 1989 era una bella giornata di sole. La ragazzina gongolava. Sprizzava narcisismo. Tutta impegnata a stare in equilibrio sulle scarpe. Tutta presa dall'impazienza di dimostrare qualcosa al mondo. Qualsiasi cosa.
Quella quindicenne era talmente indaffarata a destreggiarsi tra amici e potenziali corteggiatori, da non prestare troppa attenzione alle sue mosse. E così, un giorno di sole del 1989, era andata a cozzare contro qualcuno. Si era voltata per le scuse di rito e si era trovata faccia a faccia con una sconosciuta. Una ragazza di cinque anni più vecchia.
Per qualche istante, nessuna delle due aveva detto nulla. Si erano fissate, indecise. Poi, quell'altra aveva detto:
- Togliti immediatamente i miei orecchini!
Entrambe indossavano lo stesso identico paio di orecchini. Sembrava quasi uno scherzo.
Era il 1989. Forse era il giorno di Pasqua. C'era un sole splendente. Di certo nessuno lo immaginava, ma quel giorno era nata un'amicizia. Per caso. Anzi, per colpa di un paio di orecchini.
Le due ragazze avevano cominciato a frequentarsi. Inizialmente la ragazzina era intimorita, perché l'altra sapeva fare un sacco di cose per lei impensabili. Sapeva truccarsi senza sembrare una maschera di carnevale. Sapeva mettersi il rossetto senza avere davanti uno specchio. Sapeva come trattare con i ragazzi. E poi aveva una minuscola borsetta da cui estraeva di tutto. Lacca per capelli, carte da gioco, sigarette, almeno tre diversi rossetti, profumo, libri, cipria…
Le due ragazze avevano imparato a conoscersi. Avevano passato notti intere a parlare. Avevano riso fino allo sfinimento. Avevano pianto fino al midollo. Avevano condiviso ogni dettaglio delle loro vite. Avevano fatto progetti per il futuro. Avevano combattuto insieme contro il resto del mondo. Avevano raccolto l'una i pezzi dell'altra, i rispettivi cuori spezzati. Avevano difeso fianco a fianco le loro anime inquiete.
Attraverso gli anni molte cose erano cambiate. Fidanzati. Mode. Lavori. Manie. Ma l'amicizia resisteva, saldamente incastonata tra le pietre di quel famoso paio di orecchini. Le due si erano scambiate libri. Avevano guardato decine di film. Si erano ingozzate di schifezze. Avevano fatto shopping. Avevano visitato mostre. Avevano trascorso certe serate senza dire una parola. E altre ancora a discutere del mondo... delle sue brutture e delle sue meraviglie.
Oggi quella ragazzina ha trentatre anni. E ha perduto per sempre la sua amica. Lei se n'è andata da trecentosessantacinque giorni. In un posto migliore, dicono.
Ora quella ragazzina cresciuta è rimasta sola a presidiare la fortezza. Con una foiba in mezzo al cuore. Aggrappata disperatamente a un paio di orecchini. Vecchi di quasi diciotto anni. Ma che ancora scintillano e spezzano le orecchie.
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